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Visualizzazione dei post da 2015

Francofonia - Recensione

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Aleksandr Sokurov, uno dei più grandi registi contemporanei, dopo “Arca russa” e l'Ermitage di San Pietroburgo, ritorna in un museo: il Louvre di Parigi. Alternando abilmente un mix di linguaggi e una direzione sperimentale, come sua abitudine, il regista russo seleziona e combina rari filmati di repertorio a diversi formati, segni, suoni e visioni. Un equilibrio linguistico, che Sokurov spera diventi comune ai popoli del mondo per trovare una urgente e comune soluzione al grido d'allarme che lancia con quest'opera stratificata. Non si tratta quindi solo di un film, ma volendo accostare una definizione, lo chiamerei docu-arte. In questa nuovo lavoro, inoltre, il regista ci mette pure la faccia, e si vede collegato via Skype con il comandante di una nave-cargo carica di opere d'arte, che sfida i marosi di un oceano in tempesta. La struttura filmica è di fatto fornita dalla Storia, in primis l'occupazione nazista di Parigi (Giugno 1940), offrendoci così l'occasio…

Il ponte delle spie - Recensione

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New York, 1957. La spia sovietica Rudolf Abel viene catturata. A difenderlo è chiamato l'avvocato James Donovan, che scopre però come il suo mestiere dev'essere al servizio di un ruolo di facciata, e a favore di una finta democrazia. Donovan decide tuttavia di andare oltre il suo mandato: sa che il bene comune è sempre un'ottima leva di dialogo, e vuole fornire un valore aggiunto alla disputa internazionale. Tre anni dopo, un aereo spia americano viene abbattuto e il suo pilota imprigionato. L'avvocato proporrà uno scambio...Steven Spielberg ci porta in piena guerra fredda, avvalendosi dell'amico sornione Tom Hanks. La vera e propria rivelazione del film è però l'attore inglese 55enne Mark Rylance, interprete perfetto di un uomo rassegnato, che accetta il suo destino con ironica ed elegante dignità. Una figura sfaccettata, come ci viene mostrato nella prima e simbolica inquadratura.

Le iene - CULT

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C'era una volta un ragazzo che lavorava come commesso in una videoteca di Manhattan Beach (California), e passava le giornate a guardare film. In breve, il suo sogno diventa fare il regista, inizia così a scrivere sceneggiature e riesce a venderne una, per soli 30,000 $, a Hollywood (Una vita al massimo). Ne scrive un'altra, che il destino vuole arrivi in mano ad Harvey Keitel. Contattato dall'attore, rimasto impressionato dai particolari e divertenti dialoghi, il ragazzo fa sfoggio della sua cultura cinematografica, e lo convince a co-produrre la sua prima opera: “Le iene”. Nasce così il debutto come regista di Quentin Tarantino, enfant terribile del cinema U.S.A. Storia: Un ladro professionista assolda sei criminali per organizzare una rapina in una gioielleria di Los Angeles. Il colpo va a segno, ma qualcosa poi va storto, e i rapinatori sospettano che all'interno del gruppo qualcuno abbia fatto il doppio gioco. Chi sarà? Riusciranno, Mr. White, Pink, Orange, Brown,…

Le ricette della Signora Toku - Recensione

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L’assonnato Sentaro, ogni giorno trascina pesantemente i suoi piedi per recarsi in un luogo di lavoro che non lo entusiasma. L’uomo cucina in un piccolo chiosco che prepara i dorayaki, le tipiche frittelle farcite con la marmellata di fagioli rossi, chiamata An (titolo originale dell’opera). Un giorno si presenta la signora Toku, che si offre di preparare la caratteristica confettura. La nuova ricetta viene talmente apprezzata dai clienti che Sentaro assume l’anziana. L’emergere di un passato nascosto, e un segreto, metteranno in discussione quest’armoniosa e proficua collaborazione. Ai due si aggiunge Wakana, ragazza e cliente abituale del negozio. I tre troveranno un paracadute emotivo l’uno nell’altro, dando vita a un legame alternativo e profondo. Un elogio allo slow food che diventa apologia dell’easy life. Le ricette dell’ammiccante titolo italiano, più che in quelle culinarie, si traducono in delle vere lezioni di vita all’insegna del prossimo, con un garbato invito a recuperar…

La isla minima - Recensione

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Spagna, 1980. Da pochi anni si è conclusa la dittatura franchista e la democrazia sta facendo le prove di sopravvivenza. A sud, in una sperduta zona paludosa dell’Andalusia, due sorelle spariscono. Arriva una coppia di poliziotti da Madrid a indagare: Pedro giovane ma deciso, e Juan più anziano e duro. Tra omertà, insabbiamenti e un serial killer diabolico, i due detective dovranno risolvere il caso e dimenticare un passato ingombrante. Gli investigatori, così diversi tra loro, rappresentano i due opposti sentimenti popolari di quel periodo storico carico di tensioni sociali. Animi in tumulto, che però riuscirono a rimanere uniti per il bene comune. Sin dalle prime inquadrature, delle spettacolari riprese aeree del labirinto d’acqua della palude, la regia adotta un ampio punto di vista, che lascia presagire un’ambiziosa ricchezza di tematiche nella trama. “La isla minima” è uno dei rarissimi noir europei, e vincitore di ben 10 Premi Goya, gli oscar del cinema spagnolo. Un giallo torbi…

Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza - Recensione

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Trama: Luke Skywalker (Mark Hamill) è sparito. Lo cercano sia i malvagi del Primo Ordine, guidati dal cattivissimo Kylo Ren (Adam Driver), sia i membri della Resistenza, capitanati dalla principessa, ora Generale, Leia Organa (Carrie Fisher). L’ultimo tassello della mappa per ritrovare Luke è custodito nella memoria del droide BB-8, che sarà adottato dalla giovane mercante Rey (Daisy Riley) e aiutato da Finn (John Boyega), un assaltatore ribelle. I tre si troveranno catapultati in un’avventura che li vedrà combattere al fianco dei mitici Han solo (Harrison Ford) e  Chewbecca. Il regista J. J. Abrams, dopo pressanti inviti, ha accettato l’incarico di dare seguito alla saga spaziale creata da George Lucas negli anni ’70, rimane però di fondo, una discrasia tra produzione e direzione, che a mio avviso altera gli equilibri qualitativi. Come se ci fosse un conflitto d’interessi tra serialità e industrializzazione. La prima mette insieme tutti gli elementi in una successione ordinata, la se…

M Butterfly - CULT

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René Gallimard (Jeremy Irons) funzionario dell'ambasciata francese a Pechino, assiste a una rappresentazione della “Madame Butterfly” di Puccini, e resta conquistato dalla misteriosa protagonista, interpretata da Song Liling (John Lone). I due iniziano una storia d'amore clandestina, ma una visione superficiale dell'Oriente (e delle donne), renderà cieco Gallimard. Il protagonista verrà meno ai suoi doveri professionali e scoprirà un nuovo Io, attraverso la smisurata passione per l'oggetto del suo desiderio. Proprio questa nuova immagine di sé, gli sarà fatale. La sceneggiatura è tratta dalla piéce teatrale scritta da David Henry Hwang, a sua volta ispirata da una storia vera (!) di spionaggio, avvenuto in Cina negli anni '60. Una tragedia pucciniana, romantica e ambigua, che il maestro dell'horror contemporaneoDavid Cronenberg, diresse nel 1993. Tradimenti, inganni, poetiche suggestioni, per uno dei melodrammi più intensi degli anni '90, incompreso e rifiu…

Quel fantastico peggior anno della mia vita - Recensione

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Siamo a Pittsburgh, e lo studente liceale Greg, interpretato dal giovane Thomas Mann (nome impegnativo..) passa le sue giornate girando film amatoriali, remake di grandi classici, con l'amico Earl. La madre, per aiutarlo a socializzare lo costringe a frequentare Rachel, una ragazza della sua stessa scuola alla quale è stata appena diagnosticata la leucemia. Per Greg sarà l'inizio di un percorso di crescita che lo accompagnerà dall'adolescenza all'età adulta. Film indipendente americano, e debutto del regista Alfonso Gomez-Rejon, che si distingue per un uso dinamico della camera, ma che si porta dietro tutta una serie di elementi tipici e abusati degli esordi indie: una onnipresente voce off, qualche zoom di troppo, e citazioni cinefile a profusione, meglio se di autori europei.

Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick - Recensione

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New England. 1820. Il primo ufficiale Owen Chase (Chris Hemsworth) si ritrova sulla baleniera Essex a dover eseguire gli ordini del più giovane e arrogante capitano Pollard (Benjamin Walker), che appartiene a una prestigiosa famiglia. Con loro sulla nave, l’ingenuo marinaio Thomas Nickerson (Tom Holland, nuovo futuro Spider-Man). 1850. Nickerson, ormai anziano (Brendan Gleeson) racconterà la storia di come sono stati attaccati da un’enorme balena bianca allo scrittore Herman Melville ((Ben Whishaw), che prenderà spunto per la stesura del suo celebre libro “Moby Dick”. Non mancano immagini splendide, virate al turchese, che incantano lo sguardo, e una messa in scena dal forte impianto spettacolare, impreziosita da numerosi dettagli. La struttura narrativa del film, invece, fa la fine del veliero protagonista, solido all’inizio, ma destinato a colare a picco. Un progetto robusto nel soggetto ma fragile nello svolgimento, ed è triste veder affondare le buone intuizioni in un mare di reto…

Dio esiste e vive a Bruxelles - Recensione

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Dio (Benoit Poelvoorde) è un uomo manesco di mezza età che passa le giornate a bere birra e a digitare sul computer le regole che disciplinano la vita degli essere umani. Abitano con lui, una moglie casalinga e remissiva (Yolande Moreau), la figlia adolescente e ribelle Ea, mentre il figlio J.C. se n’è andato di casa per dedicarsi al prossimo…Un giorno Ea sfugge al padre, raggiunge la Terra dopo aver rivelato ai suoi abitanti la loro data di morte via sms (!), e incontra e riunisce sei apostoli (che si aggiungono ai più noti dodici) per scrivere un nuovo testamento. Tra tante stranezze, c’è pure un’icona del cinema francese come Catherine Deneuve, che se la spassa con un gorilla! Pensate che vi abbia rivelato troppo? Non preoccupatevi, c'è molto altro ancora..Il regista belga Jaco Van Dormael conferma il suo sguardo curioso e disincantato per l’umanità, e il suo amore per bambini e musica. Purtroppo alcune iniziali sequenze si scontrano con il terrore suscitato da recenti fatti di…

Strade perdute - CULT

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Film del 1997, diretto da quell’oscuro genio di David Lynch. Storia: Fred Madison (Bill Pullman) musicista jazz di Losa Angeles, uccide la moglie fedifraga (Patricia Arquette), roso dai sensi di colpa, si rifugia in una vita parallela, tra le pieghe malate della sua psiche. L’entrata in scena del giovane motociclista Pete Dayton (Balthazar Getty), ci catapulterà nel più classico triangolo noir, con un’iconica bionda femme fatale (sempre Arquette). La struttura narrativa s’ispira al Nastro di Möbius, simbolo ideale per questa narrazione, perché in matematica è una figura composta da due superfici che si possono percorrere all’infinito senza che mai s’incrocino, proprie come la vie del raziocinio smarrite da Fred. È come cadere in slow motion in un misterioso incubo dalla forte componente surrealista. I due coniugi, rinchiusi tra domestici interni asfissianti e posseduti da forze invisibili e opprimenti, sembrano schiavi di cose non dette e sentimenti repressi, e un’estenuante tensione …

Il viaggio di Arlo - Recensione

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Cosa sarebbe successo se il meteorite che 66 milioni di anni fa colpì la Terra, provocando l’estinzione dei dinosauri, non avesse centrato il nostro pianeta, ma l’avesse solo sfiorato? I grandi lucertoloni avrebbero continuato a vivere con usi sempre più simili all’essere umano, che viceversa avrebbe sviluppato il suo lato animale. Questa è la visione alternativa dell’ultima produzione Disney, che narra le vicissitudini di Arlo, un dinosauro gracile e codardo, che deve trovare la strada verso casa insieme a un amico umano. Un film dalla tormentata gestazione produttiva, la cui uscita è stata rimandata di ben due anni, e che ha avuto la sfortuna di uscire nello stesso periodo di “Inside Out”, dovendo quindi sostenere un paragone pesante. Una pellicola che certo non raggiunge le vette dei capi d’opera Pixar, ma che porta con sé un’ode alla famiglia, tanto semplice quanto bella, e un’esortazione: ognuno di noi deve guadagnarsi il modo di lasciare il proprio segno (leggi impronta) nel mon…

Il grande Lebowski - CULT

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Jeffrey Lebowski (Jeff Bridges) è uomo pigro e disoccupato alla soglia dei quaranta, che nella Los Angeles del 1991, passa le sue giornate in vestaglia, ciabatte e mutandoni a quadri, stordendosi con spinelli e cocktail White Russian. Unico passatempo, le partite a Bowling con due amici altrettanto sfigati: Walter (John Goodman), irascibile reduce del Vietnam, e il quieto Donny (Steve Buscemi). Suo malgrado, il “drugo” (soprannome del protagonista), dovrà cercare la moglie sparita di un suo omonimo milionario, e si troverà incastrato tra gruppi di nichilisti, pittrici femministe, porno editori e ispanici pederasti. Film del 1998, diretto da Joel Coen, e scritto col fratello Ethan. Quando uscì, corsi al cinema a vederlo, ma onestamente non ne rimasi entusiasta, ne' tantomeno avevo intuito le potenzialità di una pellicola capace di conquistarsi una fandom che lo avrebbe celebrato attraverso raduni e festival dedicati! A distanza di anni, credo la tiepida accoglienza all’uscita fosse…

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2 - Recensione

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Con questo film si chiude la quadrilogia di Hunger Games. Nell’ennesimo futuro distopico, Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence), detta la ghiandaia imitatrice, è il simbolo della ribellione contro la dittatura di Capitol City; parte così dal Distretto 13 con una squadra d’assalto che ha l’obiettivo di uccidere il tiranno Snow (Donald Sutherland). Con lei, gli “amati” Peeta (Josh Hutcherson) e Gale (Liam Hemsworth), con i quali dovrà superare tutte le trappole nascoste nella capitale, per liberare la nazione di Panem. Pur sorvolando sull’insipido allungamento di brodo, generato dalla divisione in due parti degli eventi narrati nel terzo e ultimo libro, si svelano ben presto meccaniche di script poco consone al Cinema. Si procede per singole aree isolate come nei livelli di un videogames, e man mano che si avanza aumenta la difficoltà nel superarli e si assume un ruolo. Manca solo lo score a lato immagine e poi l’”effetto console” è garantito.

Tokio Fist - CULT

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Film giapponese del 1995, diretto dal visionario regista Shinya Tsukamoto, che anticipa le tematiche di Fight Club (1999): il dolore per combattere il caos di una società malata, gli essere umani schiacciati dal sistema, l’accettazione della propria primordiale e violenta natura. Storia: Tsuda è un giovane agente assicuratore che incontra Kojima, un amico d’infanzia, ora boxer. Quest’ultimo però s’insinua nella sua vita e ci prova con Hizuru, la fidanzata del protagonista, scatenandone la gelosia. I due innamorati si lasciano, e l’impiegato medita vendetta iscrivendosi a una palestra di pugilato per sfidare il rivale in amore. Se il soggetto può sembrare basico, senza alcun dubbio, visivamente è un capolavoro: ogni sequenza è una scheggia impazzita accompagnata da una camera scossa e da un montaggio adrenalinico. Quello che sembra il più classico dei triangoli in realtà nasconde l’abisso dell’alienazione.

Rams - Storia di due fratelli e otto pecore - Recensione

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Siamo in Islanda, la “terra dei ghiacci”, ed è proprio la freddezza a segnare il rapporto tra due anziani fratelli: Gummi e Kiddi, che non si parlano da 40 anni. Entrambi allevatori di pecore e forzati vicini di casa, si trovano senza lavoro a causa di un’epidemia ovina che li costringe a uccidere tutto (o quasi) il loro gregge di pregiati montoni. I due personaggi si trovano così schiacciati tra un passato che preme, un futuro incerto, e un presente incapace di conciliarsi con i tempi che cambiano. L’opera è ambientata in una terra vergine, nella quale però inizia il declino della cultura rurale. Rams è un cinema di confine e di confini, non solo fisici ma anche emotivi. Le psicologie rarefatte dei protagonisti lasciano parlare le atmosfere, mentre la bellezza del paesaggio islandese si contrappone a quello umano, più arido e conflittuale.

45 anni - Recensione

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Geoff e Kate sono marito e moglie da una vita, e vivono la loro placida esistenza in una casa di campagna. Una settimana prima della festa per il quarantacinquesimo anniversario di nozze, Geoff riceve una notizia inaspettata:è stato ritrovato in un ghiacciaio il corpo di Katya, la sua prima fidanzata, dispersa durante un'escursione in Svizzera nel 1962. I ricordi si affollano e il passato emerge fino a minare le fondamenta del rapporto, mettendolo in crisi, perché comunque vada, niente sarà mai più come prima…Non è solo un film che parla di anziani o sulla terza età, ma riguarda tutti, perché il tema centrale è: la coppia. Il registaAndrew Haigh indaga il profilo pubblico e privato di due persone che si amano, ritraendole con sensibilità e pudore, e in tutta la loro fragile tenerezza. Una regia dall’approccio naturalista, che instaura un dialogo intimo con i suoi protagonisti e li accompagna con sguardo compassionevole, mettendone a nudo l’anima.

Spectre - Recensione

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L’agente 007 deve smascherare una minacciosa organizzazione. Sul suo cammino incontrerà lo stoico M (Ralph Fiennes), l’ambigua (e proustiana?) Madeleine Swann (Léa Seydoux), una sensuale vedova (Monica Bellucci), ma anche i suoi fantasmi, perché come dichiara la scritta all’inizio: i morti sono vivi. Anche in quest’avventura la trama sarà il pretesto ideale per un viaggio intorno al mondo tra Roma, Tangeri, i deserti del Sahara e of course Londra. Questa 24° puntata chiude la quadrilogia iniziata nel 2006 con “Casino Royale”, e tira le fila della “versione Daniel Craig”. E’ aperta ufficialmente la caccia al successore. Un ritorno alle origini e a un cinema classico dichiarato sin dai titoli di testa, nei quali, oltre alle anticipazioni sulla trama, si scorge anche una citazione hitchcockiana (“Io ti salverò”-1945) e un iconico Lon Chaney truccato da “Il fantasma dell'Opera” (1925). Una sigla sinuosa e vaporosa, che oltre ai falsetti di Sam Smith, delizia con chicche cinefile. Un e…

Tutto può accadere a Broadway - Recensione

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New York. Arnold Albertson (Owen Wilson), regista di grido, sta preparando la sua opera teatrale con protagonista la star del cinema Seth Gilbert (Rhys Ifans). Una sera in albergo, richiede via telefono la compagnia di un'escort, conosce così la giovane Isabella (Imogen Poots), alla quale regala 30.000 dollari per cambiar vita. Sarà l’inizio di una girandola di coincidenze, personaggi bizzarri (su tutti un’aggressiva Jennifer Aniston) e rivelazioni, che daranno una svolta all’esistenza di questi vivaci ma fragili essere umani in cerca d’amore. E “la confusione regna”…Un dichiarato e appassionato omaggio alla classica screwball comedy americana, anche se somiglia alle più recenti e riuscite (poche) commedie degli equivoci di Woody Allen.

Crimson Peak - Recensione

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Siamo a inizio ‘900, l’aspirante scrittrice Edith (una smarrita Mia Wasikowska) è una giovane americana di buona famiglia che perde la testa per l’ambiguo baronetto Thomas Sharpe (Tom Hiddleston). Costretta da un lutto improvviso a sposarlo, andrà a vivere in Inghilterra nella grande casa del marito, che sembra però un mausoleo in rovina. Con loro la tenebrosa sorella Lucille (brava Jessica Chastain). Quale mistero nascondono i due fratelli? Tensione e paura vecchio stampo, sullo sfondo di una magione dark e putrida, che sembra voler inghiottire i suoi abitanti, con i suoi sinistri scricchiolii. Piace, inoltre, il concetto del fantasma come incarnazione di un passato irrisolto. Il regista messicano Guillermo Del Toro, trapiantato a Hollywood, possiede oggi un autorialismo vivido e tangibile, di cui sono ormai riconoscibili e chiari gli elementi visivi, come nei forti contrasti cromatici tra esterno e interno. Una cifra stilistica cruda e viscerale che disegna un background gotico, in …

The walk - Recensione

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E' una storia vera...New York. L'alba del 7 agosto 1974, Philippe Petit, artista francese tira una corda d'acciaio tra le Torri Gemelle e per quarantacinque lunghissimi minuti l'attraversa in equilibrio. Un'impresa illegale, realizzata con l'aiuto di amici, che lo fece entrare nella storia. Il film si basa sul libro “Toccare le nuvole fra le Twin Towers - I miei ricordi di funambolo”, scritto dallo stesso autore dell'incosciente e interminabile passeggiata sospesa nel vuoto, a ben 400 metri dal suolo. Il racconto si snoda dall'infanzia in Francia, alle prime esibizioni a Parigi, fino alla Grande Mela e a quel “colpo” entrato nella storia, che per lui rimarrà la sua miglior performance artistica. Un biopic narrato in prima persona dal protagonista, che il regista veste di surrealismo poetico, scelta azzardata se si racconta una cronaca, ma soprattutto stilisticamente demodé. Zemeckis si conferma però autore impeccabile e coerente, infatti, nonostante que…

Dheepan – Una nuova vita - Recensione

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Palma d’Oro miglior film a Cannes 2015. Trama: Sivadhasan, soldato indipendentista nella guerra civile in Sri Lanka, rubato il passaporto a un morto col nome del titolo, fugge verso Parigi. Per rendere il transito più agevole, si accorda con una donna e una bambina che non si conoscono, e insieme si fingono una famiglia. Purtroppo la Francia che scoprono, non è quella delle cartoline. In fuga da un conflitto si ritrovano in un’altra zona di guerra, una deturpata banlieu parigina, imprigionati in un nuovo inferno e in un parallelo straziante. Riusciranno questi neo-congiunti a diventare un vero nucleo familiare? Sono profughi esasperati e stanchi di fuggire, cercano integrazione e rispetto, in poche parole: un futuro. Fa quindi male, dopo tanta fatica, veder prendere il sopravvento uno smarrimento esistenziale dove ogni cosa sembra perdere di senso. Il regista Jacques Audiard (Il Profeta, Un sapore di ruggine e ossa) conferma che il suo è un cinema dai temi forti e intriso di classicis…

TOP 10 CULT ANNI '80 - Classifiche

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OTTANTA NOSTALGIA. Ecco una nuova sfiziosa classificaanni'80 di quei film, che magari non hanno raggiunto il grande pubblico o fatto impazzire tutta la critica, ma di certo hanno già schiere di fan pronti a citare a memoria scene e battute! Sono i CULT d'autore: cercateli e guardateli. IMPERDIBILI!!! Di seguito, classifica, recensioni e trailer:

The lobster - Recensione

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David (un panciuto Colin Farrell), architetto di mezza età, viene lasciato dalla moglie. Il problema è che vive in un futuro prossimo, in cui essere single è un reato. Ogni persona deve per forza vivere in coppia, e non può rimanere sola per più di 45 giorni, pena: arrestata, rinchiusa in un hotel, e in mancanza di nuovo partner, trasformata in un animale di propria scelta (!). Una società in cui tutto è bianco o nero, e anche i sentimenti devono essere omologati. “The lobster” possiede un registro espressivo tanto più comico quando è serio, che si diverte a ribaltare i cliché, prendendosi gioco dei modelli comportamentali ormai consolidati per molti. L’opera è diretta dall’anticonformista regista greco Yorgos Lanthimos e il suo è un linguaggio filmico irriverente, perennemente volto a dissacrare lo stile di vita borghese, con buona pace dei benpensanti. Chi si sente un’aragosta (esotico e a rischio estinzione) come il protagonista, troverà pane per i suoi denti, chi si riconosce più …

Schegge di follia - CULT

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Sherwood, Ohio, U.S.A. Anni ’80. Al liceo Westbourg a dettare legge sono tre ragazze bionde, tutte popolari e di nome Heather (!) che si divertono a tormentare gli studenti più deboli, emarginandoli. Delle Heathers fa parte anche l’introversa e brunetta Veronica (Winona Ryder). Quando quest’ultima però s’innamora di J.D. (Christian Slater), le cose cambiano in peggio…e la comunità, tanto perbenista quanto ipocrita, sarà sconvolta da una serie d’inspiegabili suicidi. Film del 1989 ed esordio folgorante alla regia per Michael Lehmann. SDF è una spietata satira sull’adolescenza e sull’assenza delle istituzioni (famiglia, scuola, chiesa) che dovrebbero guidarla. Il regista mette in luce il lato oscuro degli edonistici anni ’80; ne esce il ritratto di una collettività sempre più violenta con il diverso, e con chi non si omologa ai suoi modelli. Siamo nel pieno boom della società dell’immagine, e le sue ingannevoli icone consumistiche, diffuse dai media insieme a stili di vita totalitari, v…

Non essere cattivo - Recensione

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1995, Ostia. Vittorio e Cesare sono due ventenni che vivono alla giornata spacciando droghe, ubriacandosi e frequentando discoteche. Un senso di noia e inutilità però opprime soggetti e ambienti, che sembrano correre a perdifiato verso un destino ostile e infame. Un’essenziale ma accurata ricostruzione d’epoca, fotografa una realtà sociale deformata da una modernità priva di qualità. La provincia è sempre meno proletaria, e si scopre senza valori e con poca etica. La città si mangia la periferia con il suo cinismo, non a caso nel film ci sono molti cantieri edili. Sfruttando una location dagli echi pasoliniani, il regista realizza un’opera lontana da ogni attuale tendenza visiva e testuale. Il suo è un paesaggio umano ripreso con minacciosa vividezza, alla giusta distanza, si noti, infatti, come l’occhio della cinepresa si allontana dai personaggi nel momento in cui sbandano.

Sopravvissuto - The Martian - Recensione

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Il film è ispirato al romanzo “L’uomo di Marte” di Andy Weir e racconta la storia di Mark Watney (un bravo Matt Damon), suo malgrado marziano, che creduto morto dall'equipaggio della sua missione, viene lasciato sul pianeta rosso. Mark, da neo-naufrago, dovrà imparare a sopravvivere in questa nuovo mondo, nella speranza che qualcuno scopra che è ancora vivo. Forte anche di un cast di comprimari zeppo di star (Jessica Chastain), ex star (Jeff Daniels) e aspiranti tali (in questo caso l'elenco sarebbe troppo lungo...), Ridley Scott (Blade Runner, Prometheus) torna nello spazio per tentare di rilanciare una carriera ormai allo sbando. Un film che appartiene a un tipo ben preciso, non il space survivor, come il bel “Gravity”, bensì al genere 50/50, ovvero tutti quei lungometraggi in cui è bella la prima parte e brutta la seconda.

Sicario - Recensione

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Kate (Emily Blunt), giovane agente del FBI viene coinvolta in una pericolosa operazione anti-droga tra Stati Uniti e Messico, con lei il cinico capo squadra Matt (Josh Brolin) e l’ambiguo mercenario Alejandro (un bravo Benicio Del Toro). Denis Villeneuve, dopo l’ottimo “La donna che canta” e l’interessante “Prisoners”, ritorna a girare in America…per denunciarne le insane e contradditorie politiche governative. Il regista franco-canadese, con la sua spiccata sensibilità, prende uno dei top generi U.S.A, il thriller, e lo veste di autorialità. Si noti come le inquadrature, spesso ad altezza uomo, amplifichino empatia e tensione. Osservate come la protagonista diventa il simbolo perfetto di quel labile e fragile confine tra criminalità e legalità, e di come la sua geografia emotiva, è qui tradotta da vivide e geometriche riprese dall’altro, di un territorio sempre più offeso e instabile. Prestate attenzione, inoltre, a come il male s’insinui nell’anima, anche di chi dovrebbe combatterlo…

Breakfast Club - CULT

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Pellicola del 1985 diretta dal compianto John Hughes. Storia: Sabato, 24 marzo 1984. Liceo di Shermer, Illinois. Cinque studenti vengono puniti e obbligati a passare la giornata a scuola col preside, e un bidello. Questi ragazzi si definiscono un cervello, un atleta, un caso disperato, una principessa e un criminale. Dovranno scrivere un tema dal titolo: chi sono io? A interpretare gli allievi indisciplinati troviamo 5 teen idol dell’epoca: Molly Ringwald, Emilio Estevez, Anthony Michael Hall, Ally Sheedy e Judd Nelson. I personaggi rappresentano cinque stereotipi dei teenager, ma sono ben definiti e complessi, e chiunque può riconoscersi. Tutti a quell’età pensavamo il mondo girasse intorno a noi, eravamo arroganti e insicuri, e avevamo bisogno di rifugiarci in un ruolo. La causa poteva essere il cattivo rapporto coi genitori o la pressione agonistica e scolastica a cui già si viene sottoposti, ma la voglia di ribellarsi era la stessa.

Un mondo fragile - Recensione

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Un uomo, ormai anziano, torna a casa dopo diciassette anni per assistere il figlio malato. Al suo arrivo, il vecchio Alfonso ritrova l’ombra indurita di quella che un tempo era la sua sposa, e una nuora e un nipote che non conosceva. La situazione ambientale è estrema, e l’unica possibilità di sopravvivere è allontanarsi da quel luogo, ma i legami con la propria terra d’origine sono troppo forti. I protagonisti abitano in una casa nel mezzo di un mare di canne da zucchero, che sembra quasi un'isola, e aggiungerei vulcanica, infatti, piove cenere e al suo interno sgorga un denso magma di pulsanti sentimenti contraddittori, che inesorabile, brucia ogni speranza. E' una storia di persone semplici che si confrontano con una dolorosa quotidianità e con i loro fantasmi emotivi, ma quando cala il sole, quel microcosmo umano si ammanta di un lirismo notturno e di onirici simbolismi. Delicato e importante, il rapporto che s'instaura tra nipote e nonno, che solo grazie a piccole cos…

Fa' la cosa giusta - CULT

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Uno dei film più controversi nella storia del cinema, che non smette, ancor oggi, di suscitare dibattiti. Senza mezzi termini, nel 1989, Spike Lee smascherò la fragile tregua armata che teneva in piedi le relazioni razziali in America. Sin dai lunghi e arroganti titoli di testa, di fatto un videoclip stile MTV sulle note di "Fight the Power” dei Public Enemy, s’intuisce che stiamo per assistere a uno dei lungometraggi più politici mai prodotti da Hollywood. La storia si svolge nell’arco temporale di un solo giorno, il più caldo dell’estate, a Bedford-Stuyevesant, quartiere all-black di Brooklyn. Unici bianchi della zona: dei coreani che gestiscono un negozio di frutta e verdura, e l’italoamericano Sal (Danny Aiello), con i suoi figli, Vito e Pino (John Turturro). Sal è il proprietario di una pizzeria, in cui lavora Mookie, un giovane nero interpretato dallo stesso Lee. Sarà proprio il suo personaggio, attorno al quale ruotano visione e climax dell’opera, a mandare in frantumi la …

Per amor vostro - Recensione

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Napoli. Anna (Valeria Golino) trova lavoro in TV, farà la gobbista in una soap opera. Tra un cartello e l’altro dovrà vedersela con Ciro, il collega che l’ha preceduta, il marito violento (Massimiliano Gallo) e l’attore Michele Migliaccio (Adriano Giannini), che vuole avere una storia con lei. Il film ha fatto vincere, a una brava Golino, la Coppa Volpi come miglior attrice al 72° Festival di Venezia. Anna è una donna complessa e sfaccettata, generosa e ingenua, che si butta però, senza rete, in situazioni più grandi di lei. Ne esce un personaggio ambiguo, che ben rappresenta le mille contraddizioni della città partenopea, e di quella parte della sua società, che pur onesta, sceglie l’ignavia, fingendo di non vedere le malefatte di chi gli sta vicino. Una Napoli dipinta come un angolo d’inferno, un girone dantesco dove umani e ambienti esprimono un conflitto forse insanabile, eppur nella trasposizione, non v’è mai traccia di giudizio morale.

Inside Out - Recensione

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Film d’animazione3D, diretto da Pete Docter (già regista di Monsters & Co. e Up) e prodotto dai creatori di Toy Story e Wall-e. Attraverso le cinque emozioni primarie (Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura) dell’undicenne Riley, vedremo come si adatterà al trasloco forzato dal rurale Minnesota al trambusto di San Francisco, causa lavoro del padre. Quanto i sentimenti possono influenzare la nostra vita? Un viaggio nella psiche, con una sceneggiatura creativa e intelligente, zeppa d’idee geniali, che costruisce continue e ulteriori sottotrame, che ben s’innestano nel racconto. Un’avventura dai tempi comici ed esistenziali perfetti,diventa lo spunto per la rielaborazione di un rapporto affettivo: quello con i genitori. Ognuno di noi è in costante evoluzione, accumula impressioni, esperienze e suggestioni che non sempre è facile gestire. Spesso la nostra mente sviluppa degli schemi, che poi si scoprono illusori.

Amy - Recensione

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Cos’hanno in comune Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain e Amy Winehouse? Sono tutti cantanti, purtroppo, deceduti a 27 anni, un destino quindi, tristemente nefasto nel mondo della musica. La cronaca la conosciamo tutti: il 23 luglio 2011 la cantautrice britannica, viene trovata morta nel letto di casa sua. Per raccontare la sua vita, Asif Kapadia, con piglio schietto, realizza un documentario in cui monta documenti d’archivio e interviste con voce off (bene!). Il regista inglese non fa sconti a nessuno, e per più di due ore si assiste impotenti al disfacimento fisico ed emotivo di un grande talento. Un’artista maledetta, nel senso romantico del termine, che conduce uno stile di vita provocatorio e autodistruttivo, e il cui genio si spegnerà prima che ne maturi tutto il valore. Il film percorre in ordine cronologico tutta la carriera della cantante, mostrando molte immagini inedite, anche concesse dalla famiglia.

Dove eravamo rimasti - Recensione

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California. Ricki (Meryl Streep) è una matura signora che di giorno fa la cassiera al supermercato, e di sera la scatenata chitarrista in una rock band. Il gruppo suona storiche (ma anche moderne...) hits in bettole di provincia, frequentate da sparuti gruppi di losers. Per rincorrere la sua “carriera” musicale, Ricki ha però trascurato la famiglia; l'improvviso divorzio della figlia Julie (Mamie Gummer*), e l'ex marito Pete (Kevin Kline) la costringeranno a fare i conti col passato. Film scritto e diretto da due premi Oscar: Diablo Cody (Juno) e Jonathan Demme (Il silenzio degli innocenti), filmmaker mai banale, che ha saputo imporre il suo personale e umano sguardo a Hollywood, con costante coerenza.

Come le foglie al vento - Capolavoro

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Pietra miliare del genere melò, e vero e proprio classico del Cinema. Girato nel 1956 da Douglas Sirk, è considerato, a ragione, il suo capolavoro e una delle più camp guilty pleasure per cinefili. La storia racconta un “quadrato amoroso”, tra un milionario alcolista (Robert Stack), la sua segretaria (Lauren Bacall), il suo migliore amico (Rock Hudson), e sua sorella ninfomane (Dorothy Malone). Con questo film si gettano le basi di quelle che diverranno le più note soap da prima serata della TV: “Dallas” e “Dynasty”, che non cogliendone l’aspetto parodistico, ne riproporranno intrighi, situazioni e life-style. La pellicola possiede tutti i carichi e confettati colori di una tipica produzione in studio dell’Hollywood anni ’50. Interni ed esterni appaiono (volutamente) finti, tra falsi scenari (le sponde del fiume) e sfondi dipinti (Miami), si celebra l’antitesi del realismo.

Taxi Teheran - Recensione

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Iran. Un giorno in giro per Teheran sul taxi guidato dal regista Jafar Panahi, con i suoi eterogenei passeggeri che offrono gli spunti per un’analisi della società iraniana, e dei suoi anelli deboli: l’uguaglianza dei sessi, la dittatura, la pena capitale, la “giustizia”. Panahi, dopo il suo arresto nel 2010 per propaganda anti-islamica, con il divieto di realizzare film per vent'anni, continua a sfidare la censura, cercando ogni volta di eluderne le strette maglie. Una microcamera nascosta garantisce sicurezza e la pluralità di punti di vista, e il taxi diventa un non-luogo di transizione, ideale per far implodere una palpabile tensione metaforica, le contraddizioni di un paese, e il desiderio di un cambiamento sociale che garantisca maggiori diritti civili. Le due lunghe sequenze in soggettiva, che aprono e chiudono la pellicola, reclamano sguardo e attenzione dello spettatore, chiamato a una visione pro-attiva. Orso d'oro2015 a Berlino. TT è stato girato in 15 giorni con la…

Fuochi d’artificio in pieno giorno - Recensione

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Arriva finalmente in Italia il film che ha conquistato l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2014. Storia: 1999, nella provincia Nord della Cina vengono ritrovati pezzi di un cadavere in vari distretti minerari. A indagare viene chiamato l’ispettore di polizia Zhang Zili, che dopo pochi giorni, ma col sacrificio di alcuni colleghi, cattura i colpevoli. Cinque anni dopo però si apre una nuova pista che rimette in discussione tutto. Zhang, ancor traumatizzato, dovrà scoprire cosa nasconde una misteriosa ragazza e fare i conti coi propri fantasmi. Riuscirà a risolvere il caso? La trama pare condurre al più ovvio dei polizieschi, ma se c’è un genere a cui associare l’opera del regista cinese Yinan Diao, è sicuramente il noir. Gli elementi ci sono tutti: l’ambientazione metropolitana, che di fatto diventa un personaggio, il degrado morale, anche del protagonista, e la dark lady. Uno script che privilegia perciò quella zona franca in cui non ci sono veri eroi o cattivi, e dai quali Diao m…

La paura mangia l'anima - Cult

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Film tedesco del 1974, diretto da Rainer Werner Fassbinder. Anni ’70, Monaco. Emmi (Brigitte Mira), una sessantenne vedova e sola, una sera entra in un bar frequentato da immigrati. Un po’ per scherzare, Alì (El Hedi Ben Salem) giovane arabo e “lavoratore ospite”, invita la signora a ballare. Da quel giorno i due iniziano a frequentarsi, e tra lo sgomento di molti, e l’astio delle vicine arpie e della famiglia di lei, nasce una relazione. Vi è quindi una pressione esterna che li emargina logorando gli equilibri interni della coppia, ma senza la quale, forse, questo legame non troverebbe la forza di essere unito contro tutto e tutti. Pervasa da una struggente semplicità, che la rende ancor più vera, la pellicola fotografa una realtà privata, che ha il coraggio di compiere delle piccole trasformazioni sociali. La composizione drammaturgica fa scontrare l’interno e l’esterno, attraverso una continua e reciproca influenza, prima prigioniera degli stereotipi e poi del più meschino conformi…

Minions - Recensione

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I piccoli ominidi gialli, dopo l'enorme consenso di pubblico ottenuto con i due episodi di “Cattivissimo Me”, conquistano uno spin-off tutto loro, e il ruolo di protagonisti assoluti. Questa pellicola è l'occasione per conoscerne le origini, che risalgono addirittura alla Preistoria, e seguire la spasmodica ricerca di un capo cattivo da servire, condotta da tre volontari: Bob, Stuart e Kevin. L'obiettivo di Universal è, invece, spremere al massimo le potenzialità commerciali dei buffi nanerottoli, che col loro basico ma schietto idioma, e il tormentone “banana!”, si sono costruiti una solida e vasta fan base tra gli under 10.

Quando c'era Marnie - Recensione

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L’adolescente Anna, brunetta irrequieta e sofferente d’asma, viene mandata dagli zii con casa in riva al mare. Qui conosce Marnie, biondina misteriosa con cui intreccia un rapporto tanto amicale quanto morboso. Sarà l’occasione per fare i conti con le ombre del proprio passato. 12 anni, un’età difficile e di passaggio, sospesa a un filo fragile che oscilla tra ingenuità e maturità, eppure respinge entrambe, suscitando instabilità emotiva e confusione, che spesso sfociano in scarsa autostima. Il film è una summa di tutti gli elementi ricorrenti nei “cartoni” della celebre casa d’animatori giapponesi: lo spettro come deus ex machina emotivo che sviscera l’interiorità della protagonista, un modus vivendi in simbiosi con la natura, fusione e specchio ideale dell’animo dell’eroina, ma anche metafora di catarsi, la malattia come chiave d’accensione del coté melodrammatico, il gusto e l’attenzione per i dettagli dall’impressionante fotorealismo. Viene spontaneo chiedersi: nulla di nuovo quin…

Mission: Impossible - Rogue Nation - Recensione

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La IMF è stata sciolta dal Governo U.S.A., ed Ethan Hunt (Tom Cruise) è ricercato dalla CIA. Per sopravvivere dovrà distruggere una nuova organizzazione criminale: il 'Sindacato' e allearsi con Ilsa Faust (la svedese Rebecca Ferguson), bella e mortale spia doppiogiochista...Dopo diciannove anni, cinque film e cinque registi, Cruise, a 53 anni suonati, sfrutta al meglio il franchise che lo mantiene tra le star di Hollywood. Questo quinto episodio è diretto da Christopher McQuarrie, lo sceneggiatore premio Oscar de “I soliti sospetti”, e inventore di uno dei villain più noti del cinema: Kaiser Soze. Il regista stupisce per l'equilibrio con cui disegna intriganti atmosfere da spy-story, ma delude nei momenti action, con una camera funzionale, e basta...

Ant-Man - Recensione

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Henry Pym (Michael Douglas), il primo Ant-Man che ha esordito nel 1962, è ormai vecchio, e chiede a Scott Lang (Paul Rudd), ladruncolo uscito dal carcere, di indossare un avveniristico costume che gli permette di rimpicciolire e di comandare un esercito di formiche. Obiettivo, manco a dirlo, salvare il mondo. Con un budget inferiore, e un minor pop appeal rispetto agli altri eroi Marvel, Ant-Man debutta al cinema con questa disinvolta pellicola che ha nell'ironia il suo super potere. Un prodotto dall'adeguato tono fumettistico, che alterna sequenze d'azione a scene demenziali.

I 10 film più belli ANNI '70 - Classifiche

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Dopo i 10 film più belli ANNI 80, '90 e '00, e a grande richiesta, ho deciso di stilare la mia classifica dei migliori degli anni ’70. Un decennio cinematograficamente ricchissimo, basti pensare alla produzione statunitense....anni di grandi cambiamenti sociali, politici e di costume che inevitabilmente hanno influenzato, amio avviso, in positivo, la Settima Arte. Spero questa TOP 10 sia l'occasione ideale per rivedere grandi capolavori e scoprirne di nuovi. Buona lettura.

Apocalypse Now - Capolavoro

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Siamo a Saigon nel 1969, e al tenente Willard (Martin Sheen), già provato da precedenti azioni militari, è assegnato il compito di ritrovare e uccidere il colonnello Walter E. Kurtz (Marlon Brando), disperso nella foresta cambogiana. L’ex ufficiale è impazzito, e trasmette via radio, dalla giungla, messaggi deliranti; ha inoltre messo in piedi una sua truppa, composta sia da nativi che soldati. Storia ispirata, molto liberamente, da "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad, pubblicato nel 1902, che viene qui trasgredito a favore di una visione moderna e personale, dal grande John Milius. Impresa monumentale compiuta da Francis Ford Coppolanel 1979, che si avventura in uno sforzo produttivo autolesionista – dall’enorme budget – che lo trascina in un limbo depressivo-distruttivo, al pari dei suoi protagonisti. Da questo film in poi, il regista italo-americano non sarà più lo stesso, e nemmeno il valore delle sue pellicole; come se tutta l’indomita creatività e il geniale intuito fo…

Ex Machina - Recensione

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In un futuro prossimo, Caleb (Domhnall Gleeson) giovane programmatore informatico, vince la possibilità di passare una settimana a casa di Nathan (Oscar Isaac), ambiguo fondatore della multinazionale informatica per cui lavora. In realtà, quella che è stata venduta come una vacanza, nasconde un delicato incarico. Caleb dovrà testare e valutare l’intelligenza artificiale di Ava (ma si pronuncia Eva…), per capire se è abbastanza umana o se è necessario sostituirla con un upgrade. Alex Garland, noto sceneggiatore di opere interessanti e mai banali (28 giorni dopo, Sunshine, Non lasciarmi) in cui la tematica di un futuro incerto è dominante, debutta alla regia con quest’opera, suddivisa in 7 capitoli, corrispondenti alle sessioni di Caleb con Ava. La domanda non è però SOLO e sempre la stessa: quanto di umano c’è in un robot? L’originalità di Ex Machina sta proprio nella ricerca della prospettiva, lo sguardo non è più solo quello del creatore o della creatura, ma vi è un terzo punto di vi…

Barry Lyndon - Capolavoro

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Film del 1975 diretto da Stanley Kubrick, e tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray, “Le memorie di Barry Lyndon”. E’ un’opera ambiziosa, ma non poteva essere altrimenti, visto che porta la firma di uno degli artisti più innovativi e provocatori del Novecento. Il regista americano (naturalizzato inglese) adotta come cifra stilistica i canoni pittorici del secolo che racconta, questo giustifica i continui zoom, che partendo dai suoi protagonisti, ci svelano l’intero contesto paesaggistico in cui si svolge l’azione. Eppure, nonostante la pellicola sia ambientata in un Settecento mai così credibile, rimane un film ancor oggi moderno, sia per le allora avanguardiste tecniche di ripresa, che per il messaggio. Kubrick, per raggiungere un verosimile realismo volle che fosse usata esclusivamente luce naturale, e per gli interni, solo le ormai note candele. SK, e il suo famigerato perfezionismo, pretesero che fosse adattato alla camera, per avere un formato che già all’epoca della re…

Il padrino parte II - Capolavoro

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Film del 1974 diretto da Francis Ford Coppola, e seguito del grande successo di critica e pubblico del primo capitolo. Opera che, secondo molti, supera il predecessore; di sicuro uno dei più grandi film del cinema americano e il miglior sequel della storia del cinema. Vincitore di 6 premi Oscar, tra cui Film, Regia e Attore non protagonista a Robert DeNiro, che diventa l’unico ad aver conquistato un Academy Award interpretando lo stesso ruolo che aveva già portato a una vittoria. Due le elissi narrative: inizio Novecento, dalla Sicilia a New York, la genesi del gangster Vito Corleone (DeNiro). 1958: tra Nevada, Miami e Cuba la fame di potere divora il neo patriarca Michael (Al Pacino) e la sua famiglia. Il linguaggio virtuoso e la propulsione creativa di regia e sceneggiatura, danno corpo a un confronto epico e temporale tra padre e figlio, che possiede il pomposo e rigoglioso impianto stilistico di un potente e monumentale romanzo. Un’opera d’arte che ha il vigore evocativo di un’osc…

I 10 film piu’ attesi Stagione 15-16 - Classifiche

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Babadook - Recensione

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Amelia è una donna ancora in lutto dopo la morte del marito, avvenuta 6 anni prima, e ogni giorno lotta per crescere il figlio Samuel. Un giorno trova in casa il libro del titolo, e dal quel momento lei il bambino scivolano in una spirale improvvisa di violenza e persecuzione. Babadook è l'anagramma di “A bad book” (un libro cattivo), e il film è una vera e propria scoperta. Presentato con successo nei maggiori festival, è subito diventato un cult mondiale. Toccante e ricco a livello estetico, ricorda molto il cinema di John Carpenter, con chiari omaggi a Lynch. Un prodotto a basso budget ma dall'alto valore artistico, diretto dall'esordiente australiana Jennifer Kent. La regista dimostra un buon gusto dell'inquadrata, un culto per l'immagine espressionista, e la capacità, non da poco, di saper togliere anziché aggiungere, sposando un minimalismo che diventa freddezza emozionale.