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Visualizzazione dei post da Settembre, 2016

Un padre, una figlia - Recensione

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Romeo è un medico romeno con una sfera privata tutta al femminile: una moglie apatica, una madre sola e malata e un’amante insicura. A queste si aggiunge l’amata figlia Eliza, per la quale sogna un futuro migliore. Proprio il giorno prima di dare l’esame per il diploma, la ragazza subisce però un’aggressione. Il padre, per assicurarsi la tanto agognata borsa di studio, scenderà a compromessi, mettendo in discussione quegli stessi principi insegnati alla figlia. L’incipit è simbolico: un sasso infrange una finestra, e diventa la metafora perfetta per tutti quegli eventi imprevedibili che spezzano ogni equilibrio costruito con fatica. Se poi il vetro si ripara mettendoci una pezza, anziché sostituirlo, il parallelismo risulta evidente. Il regista Cristian Mungiu si conferma autore di un cinema nel quale l’elemento umano è al centro.

Alla ricerca di Dory - Recensione

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Dopo 13 anni tornano i personaggi d’animazione acquatici più famosi della Pixar! Le nuove avventure però sono ambientate un anno dopo gli eventi del primo capitolo. La smemorata Dory si ricorda di aver dei genitori, e con Nemo e Marlin attraversa l’oceano alla ricerca della famiglia perduta in un moderno Parco Oceanografico. Per strada incontrerà nuovi altruisti amici: il trasformista polpo Hank, il miope squalo balena Destiny, e Bailey, un beluga dotato di un potente sonar. Il nuovo spin off/sequel Disney ha l’evidente obiettivo di conferire un senso artistico all’operazione. Il regista Andrew Stanton rende ciò possibile costruendo un solido e coinvolgente background emotivo su un personaggio pensato per fare da spalla, certo più bizzarro che attraente. Ne esce un ritorno alle origini, che conferisce la struttura necessaria per raccontare una storia. Il film diventa così un viaggio sottomarino nella memoria, risultato di un percorso emozionale tra i ricordi di un’infanzia perduta a c…

Jason Bourne - Recensione

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Nicky Parsons (Julia Stiles) ex collega di Bourne è ora una cyber pirata che ha rubato alla CIA informazioni riservate sul padre di Jason. Il direttore dell’agenzia (Tommy Lee Jones) si mette sulle loro tracce, aiutato da una giovane collaboratrice (Alicia Vikander). Il film diventa così una caccia all’uomo globale tra Islanda, Grecia, Roma e Las Vegas, e il protagonista braccato da uno spietato cecchino (Vincent Cassel). Torna Jason Bourne, l’agente smemorato interpretato da Matt Damon. Mai titolo, con solo nome e cognome, fu più onesto, perché questo nuovo capitolo offre giusto il pacchetto base, cioè tutto quello che ci si aspetta, e nulla di più. Alla regia torna Paul Greengrass, che è un gran professionista, con la sua dinamica e abile tecnica visiva rapisce lo sguardo, ma il granitico Bourne di Damon non suscita empatia e di conseguenza emozioni. La nuova trama procede per inerzia e il suo protagonista si adegua di conseguenza.

Animali notturni - Recensione in Anteprima

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Susan (AmyAdams) è la direttrice di una prestigiosa galleria d’arte, ma il suo matrimonio sta attraversando una crisi. Un giorno riceve il romanzo scritto dall’ex marito Edward (Jake Gyllenhaal) che racconta una storia violenta ambientata in Texas. Il film si sviluppa quindi su tre piani narrativi: passato e presente di Susan, e la finzione raccontata nel libro. In questi continui salti temporali e testuali fra trama thriller ed esistenziale, il regista inciampa in qualche luogo comune di genere, e fatica a trovare una visione personale.Nonostante l’uso di frequenti sovrapposizioni visive, i due diversi stili di racconto non danno mai origine a un coinvolgente quid emozionale, e ben presto la tensione si stempera arenandosi tra gli aridi fondali di un triste revenge movie. La pellicola inizia con dei rimandilynchiani, tuttavia, procede per metafore visive abusate*, o peggio letterali**, proseguendo per snodi drammaturgici abbastanza prevedibili.