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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2015

Crimson Peak - Recensione

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Siamo a inizio ‘900, l’aspirante scrittrice Edith (una smarrita Mia Wasikowska) è una giovane americana di buona famiglia che perde la testa per l’ambiguo baronetto Thomas Sharpe (Tom Hiddleston). Costretta da un lutto improvviso a sposarlo, andrà a vivere in Inghilterra nella grande casa del marito, che sembra però un mausoleo in rovina. Con loro la tenebrosa sorella Lucille (brava Jessica Chastain). Quale mistero nascondono i due fratelli? Tensione e paura vecchio stampo, sullo sfondo di una magione dark e putrida, che sembra voler inghiottire i suoi abitanti, con i suoi sinistri scricchiolii. Piace, inoltre, il concetto del fantasma come incarnazione di un passato irrisolto. Il regista messicano Guillermo Del Toro, trapiantato a Hollywood, possiede oggi un autorialismo vivido e tangibile, di cui sono ormai riconoscibili e chiari gli elementi visivi, come nei forti contrasti cromatici tra esterno e interno. Una cifra stilistica cruda e viscerale che disegna un background gotico, in …

The walk - Recensione

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E' una storia vera...New York. L'alba del 7 agosto 1974, Philippe Petit, artista francese tira una corda d'acciaio tra le Torri Gemelle e per quarantacinque lunghissimi minuti l'attraversa in equilibrio. Un'impresa illegale, realizzata con l'aiuto di amici, che lo fece entrare nella storia. Il film si basa sul libro “Toccare le nuvole fra le Twin Towers - I miei ricordi di funambolo”, scritto dallo stesso autore dell'incosciente e interminabile passeggiata sospesa nel vuoto, a ben 400 metri dal suolo. Il racconto si snoda dall'infanzia in Francia, alle prime esibizioni a Parigi, fino alla Grande Mela e a quel “colpo” entrato nella storia, che per lui rimarrà la sua miglior performance artistica. Un biopic narrato in prima persona dal protagonista, che il regista veste di surrealismo poetico, scelta azzardata se si racconta una cronaca, ma soprattutto stilisticamente demodé. Zemeckis si conferma però autore impeccabile e coerente, infatti, nonostante que…

Dheepan – Una nuova vita - Recensione

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Palma d’Oro miglior film a Cannes 2015. Trama: Sivadhasan, soldato indipendentista nella guerra civile in Sri Lanka, rubato il passaporto a un morto col nome del titolo, fugge verso Parigi. Per rendere il transito più agevole, si accorda con una donna e una bambina che non si conoscono, e insieme si fingono una famiglia. Purtroppo la Francia che scoprono, non è quella delle cartoline. In fuga da un conflitto si ritrovano in un’altra zona di guerra, una deturpata banlieu parigina, imprigionati in un nuovo inferno e in un parallelo straziante. Riusciranno questi neo-congiunti a diventare un vero nucleo familiare? Sono profughi esasperati e stanchi di fuggire, cercano integrazione e rispetto, in poche parole: un futuro. Fa quindi male, dopo tanta fatica, veder prendere il sopravvento uno smarrimento esistenziale dove ogni cosa sembra perdere di senso. Il regista Jacques Audiard (Il Profeta, Un sapore di ruggine e ossa) conferma che il suo è un cinema dai temi forti e intriso di classicis…

TOP 10 CULT ANNI '80 - Classifiche

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OTTANTA NOSTALGIA. Ecco una nuova sfiziosa classificaanni'80 di quei film, che magari non hanno raggiunto il grande pubblico o fatto impazzire tutta la critica, ma di certo hanno già schiere di fan pronti a citare a memoria scene e battute! Sono i CULT d'autore: cercateli e guardateli. IMPERDIBILI!!! Di seguito, classifica, recensioni e trailer:

The lobster - Recensione

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David (un panciuto Colin Farrell), architetto di mezza età, viene lasciato dalla moglie. Il problema è che vive in un futuro prossimo, in cui essere single è un reato. Ogni persona deve per forza vivere in coppia, e non può rimanere sola per più di 45 giorni, pena: arrestata, rinchiusa in un hotel, e in mancanza di nuovo partner, trasformata in un animale di propria scelta (!). Una società in cui tutto è bianco o nero, e anche i sentimenti devono essere omologati. “The lobster” possiede un registro espressivo tanto più comico quando è serio, che si diverte a ribaltare i cliché, prendendosi gioco dei modelli comportamentali ormai consolidati per molti. L’opera è diretta dall’anticonformista regista greco Yorgos Lanthimos e il suo è un linguaggio filmico irriverente, perennemente volto a dissacrare lo stile di vita borghese, con buona pace dei benpensanti. Chi si sente un’aragosta (esotico e a rischio estinzione) come il protagonista, troverà pane per i suoi denti, chi si riconosce più …

Schegge di follia - CULT

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Sherwood, Ohio, U.S.A. Anni ’80. Al liceo Westbourg a dettare legge sono tre ragazze bionde, tutte popolari e di nome Heather (!) che si divertono a tormentare gli studenti più deboli, emarginandoli. Delle Heathers fa parte anche l’introversa e brunetta Veronica (Winona Ryder). Quando quest’ultima però s’innamora di J.D. (Christian Slater), le cose cambiano in peggio…e la comunità, tanto perbenista quanto ipocrita, sarà sconvolta da una serie d’inspiegabili suicidi. Film del 1989 ed esordio folgorante alla regia per Michael Lehmann. SDF è una spietata satira sull’adolescenza e sull’assenza delle istituzioni (famiglia, scuola, chiesa) che dovrebbero guidarla. Il regista mette in luce il lato oscuro degli edonistici anni ’80; ne esce il ritratto di una collettività sempre più violenta con il diverso, e con chi non si omologa ai suoi modelli. Siamo nel pieno boom della società dell’immagine, e le sue ingannevoli icone consumistiche, diffuse dai media insieme a stili di vita totalitari, v…

Non essere cattivo - Recensione

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1995, Ostia. Vittorio e Cesare sono due ventenni che vivono alla giornata spacciando droghe, ubriacandosi e frequentando discoteche. Un senso di noia e inutilità però opprime soggetti e ambienti, che sembrano correre a perdifiato verso un destino ostile e infame. Un’essenziale ma accurata ricostruzione d’epoca, fotografa una realtà sociale deformata da una modernità priva di qualità. La provincia è sempre meno proletaria, e si scopre senza valori e con poca etica. La città si mangia la periferia con il suo cinismo, non a caso nel film ci sono molti cantieri edili. Sfruttando una location dagli echi pasoliniani, il regista realizza un’opera lontana da ogni attuale tendenza visiva e testuale. Il suo è un paesaggio umano ripreso con minacciosa vividezza, alla giusta distanza, si noti, infatti, come l’occhio della cinepresa si allontana dai personaggi nel momento in cui sbandano.

Sopravvissuto - The Martian - Recensione

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Il film è ispirato al romanzo “L’uomo di Marte” di Andy Weir e racconta la storia di Mark Watney (un bravo Matt Damon), suo malgrado marziano, che creduto morto dall'equipaggio della sua missione, viene lasciato sul pianeta rosso. Mark, da neo-naufrago, dovrà imparare a sopravvivere in questa nuovo mondo, nella speranza che qualcuno scopra che è ancora vivo. Forte anche di un cast di comprimari zeppo di star (Jessica Chastain), ex star (Jeff Daniels) e aspiranti tali (in questo caso l'elenco sarebbe troppo lungo...), Ridley Scott (Blade Runner, Prometheus) torna nello spazio per tentare di rilanciare una carriera ormai allo sbando. Un film che appartiene a un tipo ben preciso, non il space survivor, come il bel “Gravity”, bensì al genere 50/50, ovvero tutti quei lungometraggi in cui è bella la prima parte e brutta la seconda.

Sicario - Recensione

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Kate (Emily Blunt), giovane agente del FBI viene coinvolta in una pericolosa operazione anti-droga tra Stati Uniti e Messico, con lei il cinico capo squadra Matt (Josh Brolin) e l’ambiguo mercenario Alejandro (un bravo Benicio Del Toro). Denis Villeneuve, dopo l’ottimo “La donna che canta” e l’interessante “Prisoners”, ritorna a girare in America…per denunciarne le insane e contradditorie politiche governative. Il regista franco-canadese, con la sua spiccata sensibilità, prende uno dei top generi U.S.A, il thriller, e lo veste di autorialità. Si noti come le inquadrature, spesso ad altezza uomo, amplifichino empatia e tensione. Osservate come la protagonista diventa il simbolo perfetto di quel labile e fragile confine tra criminalità e legalità, e di come la sua geografia emotiva, è qui tradotta da vivide e geometriche riprese dall’altro, di un territorio sempre più offeso e instabile. Prestate attenzione, inoltre, a come il male s’insinui nell’anima, anche di chi dovrebbe combatterlo…