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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

Il passato - Recensione

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A due anni dai trionfi di “Una separazione” (qui recensione), suo capolavoro, il regista iraniano Asghar Farhadi torna con questo film, che per tematiche e struttura narrativa, sembra un ideale seguito del precedente. Ahmad (Ali Mosaffa), arriva a Parigi dall’Iran, per firmare il divorzio all’ex moglie Marie (Bérénice Bejo), che vive con due figlie avute da un altro matrimonio, e col nuovo compagno Samir (Tahar Rahim) e il suo bambino. Un microcosmo carico di tensioni emotive, al cui centro c’è Lucie, figlia maggiore, che forse nasconde un segreto… Farhadi conferma la cifra stilista del suo cinema, costruito su una messa in scena precisa e rigorosa, in cui i sentimenti trovano il loro climax nei conflitti relazionali, non solo familiari.

Thor: The Dark World - Recensione

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Dopo il trascurabile (se non per ragioni di continuity) primo capitolo, tornano il nerboruto Dio del Tuono, e il suo potente martello. In quest’avventura, Thor (Chris Hemsworth) dovrà vedersela con Malekith (Christopher Eccleston), re degli Elfi Oscuri, che vuole impadronirsi di una misteriosa forza: l'Aether (leggi iter). L’allineamento tra i mondi, Terra compresa, gli farà ritrovare l’amata scienziata Jane Foster (Natalie Portman), e scatenerà una serie di eventi che lo costringeranno ad allearsi col subdolo fratello Loki (Tom Hiddleston).

Venere in pelliccia - Recensione

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Film tratto dalla piéce di David Ives, che a sua volta trae origine dall’omonimo romanzo erotico del 1870 scritto da Leopold von Sacher-Masoch, nome da cui nacque il sostantivo masochismo…Storia: Thomas (Mathieu Amalric) autore teatrale, dopo una giornata infruttuosa di casting, si vede “costretto” a vagliare il provino di Vanda (Emmanuelle Seigner), donna all’apparenza sciocca e volgare, ma che in realtà possiede tutte le qualità per interpretare la protagonista. Come nel precedente “Carnage” (qui recensione), Roman Polanski, causa i noti motivi giudiziari, ripiega su un cinema d’interno, con l’azione rinchiusa in un unico spazio, prima la casa ora un teatro. Se da un lato, questa scelta obbligata, limita i virtuosismi di regia, dall’altro lo stimola ad affinare gli altri strumenti della settima arte.

L’uomo con la macchina da presa - Capolavoro

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Film muto del 1929, diretto dal regista sovietico Dziga Vertov. In sintesi, il “racconto” inizia in un cinema in cui gli spettatori si stanno per accomodare, da quel momento, un operatore gira con la sua camera per la città di Mosca riprendendo il popolo nelle quotidiane attività, sarà il pretesto per dimostrare l’unicità del linguaggio cinematografico, definendone la sua arte, attraverso il potere delle immagini. Si tratta di un’opera che già nei titoli di testa dichiara la sua natura sperimentale, avvisando gli spettatori che “questo film non ha cartelli, attori, scenografia e sceneggiatura”.

Prisoners - Recensione

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Pennsylvania. Giorno del Ringraziamento. Due bambine di sette anni, Anna e Joy, spariscono nel nulla; le rispettive famiglie, disperate, fanno di tutto per trovarle, ma all'arrabbiato papà Keller (Hugh Jackman) la situazione sfugge di mano...riuscirà l'agente di polizia Loki (Jake Gyllenhaal) a risolvere il caso? Cast all-star per l'esordio americano del regista franco-canadese Denis Villenueve (assolutamente da recuperare il suo bellissimo “La donna che canta”, qui recensione), che conferma la sua maestria nel rigore formale e drammaturgico della messa in scena e nell'uso dei simbolismi.

Before Midnight - Recensione

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Nel 1995 uscì un piccolo film, "Prima dell'alba", diretto da Richard Linklater, con protagonisti Ethan Hawke e Julie Delpy. La storia parlava di Jesse, un turista americano e Céline, una studentessa francese, che in un treno da Budapest a Parigi si conoscono, e forse s’innamorano. La pellicola diviene un cult che genera un seguito: “Prima del tramonto” (2004). Dopo quasi vent’anni (veri), siamo quindi oggi al terzo capitolo (ultimo? Forse), e gli allora ventenni, poi trentenni, hanno superato gli anta, e si ritrovano con due figlie gemelle, in vacanza nel sud della Grecia, a fare i conti con lo spettro di una crisi di coppia. Il peso della routine familiare sembra voler prendere il sopravvento sui loro desideri e ambizioni, e qualche certezza traballa: l’amore sopravvivrà?

Captain Phillips - Attacco in mare aperto - Recensione

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Film tratto da una storia vera del 2009, in cui il protagonista, capitano di una nave mercantile americana, subisce l'assalto di una banda di pirati somali, in acque internazionali. Sarà necessario l'intervento delle truppe U.S.A., per evitare il peggio. Drama-thriller di pregiata fattura, che a parte qualche dialogo deboluccio, ha anche il merito di farci ritrovare un bravo Tom Hanks, in una performance recitativa, e fisica, intensa e da ricordare. Il regista britannico Paul Greengrass si conferma una certezza per il genere, la sua regia tesa e asciutta costruisce 2 ore avvincenti, al cardiopalma, dal buon impatto visivo, in un costante crescendo di tensione.