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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2012

Ralph Spaccatutto - Recensione

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Ralph, cattivo nel videogame vintage a 8-bit “Felix aggiustatutto”, in realtà si sente buono ed escluso; dopo una poco riuscita analisi di gruppo, in piena crisi d’identità e autostima, viaggia attraverso le consolle di una sala giochi, per vincere una medaglia che dimostri il suo valore. Dopo “Toy Story” ecco “Videogames Story”, ovvero la Disney ricicla l’idea, e mette i più noti protagonisti dei giochi elettronici al posto dei giocattoli. Il film però ha meno anima del suo precursore, anche perché vuole accontentare un po’ tutti: i nostalgici con citazioni anni’80, gli orientali con le suggestioni manga dei go-kart caramellati dello zuccheroso mondo di Sugar Rush, fino agli amanti degli sparatutto, con una bionda guerriera in alta definizione. Non mancano nemmeno i più famosi eroi del genere, da Pac-man a Super Mario, e il product placement delle più note merendine…

Vita di Pi - Recensione

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Pi, interpretato dal debuttante Suray Sharma, è un ragazzo indiano, che con la famiglia, proprietaria di uno zoo, decide di emigrare in Canada, con animali al seguito. La nave giapponese su cui viaggiano però affonda, e Pi si ritrova a convivere/condividere scialuppa e oceano con una tigre di nome Richard Parker. Ang Lee traduce per lo schermo l’omonimo best seller di Yann Martel, impresa fino ad oggi considerata impossibile, sia per leggi del cinema (mai insieme bambini, animali e acqua!) che per gli effetti digitali necessari, figuriamoci in 3D. Un progetto, quindi, ambizioso, che, come già in altre sue opere (vedi “La tigre e il dragone”), il regista taiwanese, costruisce su un magico equilibrio tra forma e contenuto, senza dimenticare lo spettacolo.

Inseparabili - Cult

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Film del 1988 di David Cronenberg, con Jeremy Irons e Geneviève Bujold. Racconta la storia del destino inscindibile di due gemelli, Elliot e Beverly Mantle, ginecologi affermati, che vivono in simbiosi, una condivisione totalitaria e morbosa. L’equilibrio sarà distrutto dalla torbida relazione con l’attrice tossicomane Claire, che strapperà a morsi (vedere per credere) il malato cordone ombelicale. Basata su una storia vera, l’opera espone le tematiche care all’autore: la viscerale mutazione dei corpi, l’alterazione della psiche, le pulsioni sadomaso che si fondono con strumenti metallici (vedi anche, “Videodrome”, “Crash”, “eXistenZ”), qui rappresentati da orrendi strumenti ginecologici.

Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato

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Dopo dieci anni, il regista Peter Jackson ci riporta nella Terra di Mezzo, con la trasposizione cinematografica del libro che è l’ideale prequel del più famoso, e avvincente, “Il Signore degli Anelli”. La domanda, però, sorge spontanea: come ricavare una nuova trilogia da un libro che ha 1/4 delle pagine del suo predecessore? Facile: pescando a piene mani dalle appendici scritte da Tolkien, integrando la narrazione con elementi di continuity, vedi il flash forward con Frodo, o l’incontro a Gran Burrone con Elrond, Galadriel e Saruman, o aggiungendo personaggi tralasciati nella precedente opera, come il naturalista Radagast. Una decisione creativa o commerciale? Aspettiamo gli altri due episodi per giudicare. Per ora possiamo dire che dopo un avvio macchinoso e prolisso, con l’entrata in scena dei 13 nani, il film prende quota, e nella seconda parte ritrova quel respiro epico, degno del miglior fantasy.

Moonrise Kingdom - Recensione

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1965. La sognatrice Suzi e l’instabile Sam hanno 12 anni, s’innamorano e decidono di fuggire; ad inseguirli: un branco di strampalati boy scout kaki guidati da Ward (Edward Norton), lo sceriffo (Bruce Willis), i genitori di lei (Frances McDormand e Bill Murray) e i “servizi sociali” (Tilda Swinton). Wes Anderson, dopo aver sperimentato l’animazione stop motion (con “Fantastic Mr. Fox”, qui recensione), ci delizia nuovamente col suo mondo surreale e colorato, in cui sia i costumi naif che le scenografie pastello, sono studiati nei minimi dettagli, e contribuiscono a definire i protagonisti; ma anche fotografia, montaggio e le meravigliose musiche di Alexandre Desplat, sono perfetti.

Le 5 leggende - Recensione

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La fatina dei denti, il Coniglio di Pasqua, Jack Frost (spirito della neve), Sandman (guardiano dei sogni) e un Babbo Natale, russo e tatuato, che qui si chiama Nord, fanno squadra per combattere l'Uomo Nero. DreamWorks, grazie a una spettacolare animazione, ripropone il classico schema fiabesco che contrappone Bene e Male (qui luce e buio), senza però mai cadere nel banale. Sin dall’incipit, che denota un maturo lirismo visivo, si capisce che i personaggi, le loro emozioni, e non le gag, saranno i protagonisti. Una sceneggiatura, semplice ed efficace per i bambini, che unisce fantasy e azione.