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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2013

La vita di Adele - Recensione

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Adele (Adele Exarchoupolos) è un'adolescente che con le prime pulsioni sessuali scopre l'attrazione per le donne. In un bar gay conosce Emma (Léa Seydoux), con la quale nascerà una storia d'amore e passione, travolgente, che accompagnerà Adele fino all'età adulta. Un'opera senza filtri e compromessi, che cattura la realtà in tutte le sue imperfezioni e ne ruba i preziosi attimi attraverso la misteriosa fragilità del volto umano, contenitore primario di emozioni. Incredibile e innovativa la regia, una camera a mano che si auto-annulla con inquadrature strettissime per inseguire il tempo che passa e la fame di vita di Adele.

Fino all'ultimo respiro - Capolavoro

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Michel Poiccard (Jean Paul Belmondo), un giovane sbandato, ruba un’automobile per recarsi in Italia, ma un sorpasso azzardato lo fa inseguire dalla polizia. Uccide uno degli agenti e scappa a Parigi, in cerca di soldi e di Patricia (Jean Seberg), ragazza americana di cui è invaghito, ma la polizia lo stanerà…Film del 1960 diretto da Jean-Luc Godard e scritto da François Truffaut, zeppo di citazioni cinefile che omaggiano i classici noir americani e i sui protagonisti (Humphrey Bogart su tutti). Manifesto assoluto della Nouvelle Vague, contribuì non poco alla costruzione di linguaggio ed estetica del cinema anni ’60 (e non solo…), violando di proposito le regole visive di quello classico. Armato di una vivace macchina a spalla e luce naturale, Godard crea un percorso di “immagini discontinue” attraverso improvvisi salti di montaggio che frantumano la messa in scena dandole un valore narrativo.

Viaggio a Tokyo - Capolavoro

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Film giapponese in b\n del 1953 diretto dal maestro Yasujirō Ozu. Shūkichi e Tomi, due anziani, lasciano la campagna per far visita ai figli che vivono in una Tokyo in piena mutazione, economica e culturale. Li ritroveranno cambiati in peggio, freddi, egoisti e sempre meno affettuosi nei loro confronti. Ai genitori non rimane che ritornare a casa, ma il rientro sarà doloroso e fatale. Trama lineare e situazioni ordinarie, con protagonista gente comune, ma l’opera di Ozu nasconde ben altro…permeata da una struggente umanità, è girata con uno stile asciutto e di estremo rigore formale, che innoverà il linguaggio cinematografico. La pellicola è una potente riflessione sul tempo, che lento ma inesorabile, passa, mutando persone e cose.

Cattivissimo Me 2 - Recensione

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Dopo il successo del primo capitolo del 2010, ritorna il burbero e tenebroso Gru insieme ai suoi piccoli e fedeli aiutanti gialli, i Minions. Questa volta Gru viene ingaggiato dalla "Lega Anticattivi" per smascherare il villain di turno (El Macho!) che nascosto in un centro commerciale, vuole conquistare il mondo; a fargli da spalla l'agente Lucy, per cui perderà la testa...Prodotto dagli Illumination Studios e diretto ancora dal duo Pierre Coffin e Chris Renaud, il film ha raddoppiato il successo d'incassi del suo predecessore, garantendo un terzo episodio e addirittura uno spin-off per i soli Minions.

Gravity - Recensione

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Ryan Stone (Sandra Bullock) e Matt Kovalsky (George Clooney), sono due astronauti che stanno riparando una stazione orbitante nello spazio, purtroppo una pioggia di detriti li sorprenderà, costringendoli a un estenuante lotta per la vita. 2013: Sopravvivenza nello spazio. Un’ora e mezza di angoscia e tensione mozzafiato, in uno dei pochi film in cui il 3D ha un senso: immersivo e avvolgente, amplifica claustrofobia e vertigini dello spettatore. Il regista messicano Alfonso Cuarón ci regala immagini suggestive che vanno di pari passo con una narrazione pregiata, sottolineate da una regia elegante, capace di coinvolgere anche con lunghi piani sequenza, come l’iniziale e bellissimo, di ben 13 minuti!

La regola del gioco - Capolavoro

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All’aeroporto de Le Bourget, atterra il pilota Jurieu che ha appena stabilito il record di traversata dell’Atlantico in 23 ore, ad attenderlo stampa, ammiratori e l’amico Octave (Jean Renoir), ma non l’amata Christine; per riconquistarla, Jurieu si fa invitare alla festa nella villa del nobile La Chesnaye, marito dell’amata! Film francese in b\n del 1939, diretto da Jean Renoir, figlio dell’omonimo e noto pittore. Opera costruita su dialoghi dalla grazia infinita, che mette in scena il trionfo della finzione mondana, con la tragica complicità tra servi e padroni. Renoir si conferma maestro della cinepresa, giocando con i registri narrativi e mixando commedia, farsa e dramma, ma anche sfruttando le potenzialità del piano sequenza, della profondità di campo, e di spazio, con improvvise panoramiche.