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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

Joy - Recensione

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Anni '80. Joy Mangano (Jennifer Lawrence) è una casalinga disperata, costretta a convivere con una madre depressa, un padre donnaiolo, la nonna svampita, l'ex marito artista e la sorellastra che la odia. A questi si aggiungono due figli e i debiti. Un giorno decide di realizzare una sua invenzione: il mocio “miracle mop”, che grazie al nascente mercato delle televendite, entrerà in milioni di case. La strada verso il successo sarà però tortuosa e piena di trappole...La premiata ditta David O. Russell (Il lato positivo, America Hustle) torna con la stessa troupe al comando: la citata J. Law, Bradley Cooper e Robert DeNiro, ma stavolta i conti non tornano. Se è la storia di un'idea che diventa realtà, perché dedicare la prima mezz'ora a presentare decine di personaggi e storie parallele? Il regista\sceneggiatore compone uno script disordinato, caratterizzato da continui cambi di tono: dal drammatico, al comico fino al grottesco.

L'altra Heimat - Cronaca di un sogno - Recensione

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Uno dei 10 film più belli della scorsa stagione. Siamo in Prussia nel 1843, nella regione rurale dell’Hunsrück, oggi in Germania. I contadini, dalla metà del XIX secolo iniziano un’emigrazione di massa. Questo fenomeno non è generato solo da fame e miseria sociale, ma anche da un nuovo modo di pensare. Questa presa di coscienza trae origine dall’istruzione obbligatoria, imposta dal 1815, che permise alle nuove generazioni di accedere alla cultura, e di maturare una nuova idea: chiunque ha diritto a essere felice. La lettura ha quindi stimolato conoscenza e immaginazione, e la volontà di costruire altrove il proprio futuro. Il film racconta le vicende della famiglia Simon attraverso gli occhi del figlio più giovane: Jakob. Questa relazione tra storia individuale e grande Storia dona alla pellicola un respiro epico e cambia la percezione temporale nel pubblico. Come recita il sottotitolo trattasi di cronaca, e perciò racconta di un tempo che scorre e non di uno che termina. Il regista u…

Ti guardo - Recensione

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Caracas, giorni nostri. Armando (Alfredo Castro), bolso uomo di mezz'età, si perde tra la gente a caccia di pasoliniani ragazzi di vita. Li porta a casa sua, e li guarda spogliati, mentre si dedica a un penoso autoerotismo. Finché un giorno incontra Elder (Luis Silva), adolescente povero e violento, che rompe ogni schema di una vita senza relazioni affettive, costringendo Armando a fare i conti col suo passato. Il film è un'opera prima venezuelana che, a sorpresa, ha vinto il Leone d'Oro alla mostra del cinema di Venezia 2015. Il personale punto di vista del protagonista, come unico filtro verso il mondo esterno, poteva essere l'ideale pretesto per costruire una potente riflessione metacinematografica: il film come forma di uno sguardo narrante.

Steve Jobs - Recensione

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Il film racconta tre momenti storici nella vita di Steve Jobs (Michael Fassbender), legati al lancio di altrettanti prodotti: 1984 Macintosh, 1988 il cubo NeXT, 1998 l’iMac. Assistiamo agli attimi convulsi che nel backstage precedono la presentazione alla stampa, condivisi col capo marketing Joanna Hoffman (Kate Winslet). Una produzione fortemente contrastata dalla vedova di Jobs, che viene ritratto tanto geniale nel lavoro quanto fragile nella vita privata. Una pellicola la cui ispirazione è stimolata dall’ambiguità del personaggio, e il racconto si evolve su piani dinamici in continua evoluzione, sottolineandone l’immorale deficienza sociale. Un viaggio nei percorsi mentali del protagonista, accompagnato dall’inesorabile susseguirsi di sentimenti calpestati e amicizie tradite a favor di profitto. Uno script, quindi, che si muove in perenne equilibrio tra vita personale e professionale dell’enigmatico amministratore delegato di Apple, grazie a una superba e logorroica sceneggiatura d…

Ed Wood - CULT

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Film in bianco e nero del 1994, diretto da Tim Burton, che nasce già cult perché dedicato al maestro degli Z-Movies Edward Wood Jr., regista vissuto nella Hollywood anni Cinquanta e autore di pellicole s-cult “indimenticabili” come “Glen or Glenda” e “Plan 9 from outer space”. Produzioni grottesche, spesso realizzate con il montaggio sommario di spezzoni d’archivio, che lasciavano al loro creatore un unico rimpianto: avere 30 anni e non aver ancora diretto un capolavoro come Orson Welles (sic!). Un giorno però il mediocre Wood incontra Bela Lugosi (Martin Landau), ex star degli horror anni ’20-’30 e indimenticabile Dracula, ma ormai malato e in rovina, che coinvolge nei suoi stravaganti progetti. Già dai titoli di testa in cui i nomi del cast appaiono scolpiti sulle lapidi di un cimitero, s’intuisce che si tratta di un estroso biopic, e di un tributo allo spirito creativo e all’immaginazione. Tim Burton, lungi dall’osannare l’artista, coglie la poetica del personaggio Wood e lo immerg…

Revenant - Redivivo - Recensione

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North Dakota, 1823. Durante una spedizione, l'esploratore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) viene quasi ammazzato dal brutale attacco di un orso grizzly, abbandonato dai compagni e tradito da un collega che credeva amico (Tom Hardy). Glass si ritroverà solo in mezzo alla natura selvaggia a lottare per la sopravvivenza, e al centro di uno scontro tra civiltà agli antipodi. La sequenza iniziale è una dimostrazione superba di bravura registica, con un piano sequenza che lascia senza fiato, e una camera che “cattura” le decine di uomini coinvolti in uno spietato combattimento, seguendoli “fisicamente” in ciò che gli capita. Un approccio immersivo e viscerale che trascina lo spettatore nel quadro e nell'azione. La presenza della mdp sarà sempre tangibile, anche negli ampi spazi aperti, come quando improvvisamente ruota di 360° o viene sporcata da neve e sangue. Uno stile visivo ossessivo, accompagnato da uno script che concede di sprigionare sogni, visioni e monologhi interiori, che e…

Creed - Nato per combattere - Recensione

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Weekend - CULT

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2011. Nottingham, Inghilterra. Russel (Tom Cullen) bagnino di periferia e Glen (Chris New) aspirante artista, s’incontrano un venerdì sera in discoteca, si piacciono, vanno a letto e dal giorno dopo si frequentano. C’è un però, Glen fra sole 48 ore dovrà partire per l’America, per due anni! Decidono comunque di condividere due giorni insieme, ma questo provvisorio e strano rapporto a termine finirà per legarli ancora di più. Una potente love story che il regista Andrew Haigh, come nel successivo “45 anni”, dirige con una tale delicatezza che riesce a catturare la rara e naturale affettività che si crea in ogni nuova coppia. La camera si tiene sempre a distanza, sembra non voler disturbare, e negli interni assume quasi la visuale di una mosca in una stanza o riprende i protagonisti da dietro una rete metallica, aggiungendo realismo.

La grande scommessa - Recensione

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Il film segue in parallelo le storie di alcuni analisti, che già nel 2005 avevano previsto il crack finanziario del 2008, che travolse, e in alcuni casi distrusse, la vita lavorativa di milioni di persone. Come fecero a predire la catastrofe? Semplice, sono andati oltre i numeri a verificare di persona qual era la reale situazione del mercato immobiliare, scoprendo il meccanismo perverso che “regolava” la concessione dei famigerati mutui subprime. Questi piccoli gruppi di squali finanziari però scommetteranno sul collasso del sistema, cercando in ogni modo di guadagnarci. Un'opera che, per sua stessa tecnica natura, limita la comprensione di buona parte del pubblico. A meno che non si sia fatto il broker a Wall Street, non sarà facile districarsi tra centinaia di vocaboli del settore, serviti con ritmo frenetico. Allo spettatore è richiesta la massima attenzione. Curioso che il regista di commedie leggere (con Will Ferrell..) Adam McKay, abbia scritto un (ottimo) copione dal tema …

Carol - Recensione

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Therese (Rooney Mara), lavora in un grande magazzino nella Manhattan anni '50. Un giorno incontra Carol (Cate Blanchett) donna elegante e sposata, ma prossima al divorzio. Tra le due scatta un'intesa che diventa coinvolgimento sentimentale. Il loro legame, rischierà di far perdere l'affidamento della figlia a Carol. La pellicola è tratta da “The price of salt”, l'unico romanzo non thriller e scritto con pseudonimo da Patricia Highsmith, nel 1952(!). Un film rigoroso, che sfrutta il pathos dell'emancipazione di due emarginati, con un approccio umano e sincero, mai morboso. Ogni sequenza è attentamente composta per definire la progressione drammaturgica. L'amore lesbico non rappresenta quindi solo una trasgressione, ma anche il fatale implodere della passione nella stringente logica borghese. Cate Blanchett dona alla figura che interpreta un'ostentata femminilità, e un patetico fascino che emana tutte le contraddizioni del prototipo della buona madre di famig…

Little sister - Recensione

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Tre sorelle, Sachi (29 anni), Yoshino (25) e Chika (21) vivono insieme nella stessa casa nel piccolo paese di Kamakura. Le ragazze partecipano al funerale del padre che le aveva abbandonate 15 anni prima per un'altra donna. Fanno così la conoscenza di un'altra sorella (in Italia si direbbe sorellastra...) di nome Suzu (13). Conosciuta la nuova consanguinea, la invitano a convivere con loro per conoscersi meglio e, chissà, far pace coi fantasmi che tormentano il comune passato. Uno script incorniciato tra due funerali, che elegge l'elaborazione del lutto come filo conduttore della trama. E' ormai assodato che il tema della famiglia è centrale nelle opere di Kore-eda, e che il regista provi una forte empatia per i suoi personaggi. La novità di questo nuovo capitolo della sua filmografia risiede nel punto di vista tutto al femminile. L'inedito approccio all’osservazione del nucleo familiare e dei suoi componenti aggiunge leggerezza e anche un pizzico di ostentato buon…

Il piccolo principe - Recensione

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La fiaba scritta dall'aviatore Antoine de Saint-Exupéry e pubblicata per la prima volta nel 1943, è un tesoro letterario che non passa mai di moda. Facciamo quindi subito chiarezza dicendo che si tratta di un film sul libro e non dal libro. Certo sarà stato un compito gravoso trarre una pellicola da un capolavoro che è entrato nell'immaginario collettivo, ma se proprio serviva una storia a supporto del testo, perché non prendere spunto dalla vita breve e straordinaria dell'autore? Altre domande sono d'obbligo. Forse la natura tutta al maschile della favola non aveva l'appeal sufficiente per il marketing della produzione, tanto da travisarla con una prevalente connotazione al femminile? Come in troppi cartoon recenti, i tratti della baby protagonista sono sempre più manga per compiacere il ricco mercato orientale?

Irrational Man - Recensione

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Abe Lucas, interpretato da un sempre più ombroso Joaquin Phoenix, è un professore universitario in un college di Rhode Island. Il nuovo docente di filosofia, oltre ad aver un passato tormentato, è tanto popolare quanto maledetto, e si distrae portandosi a letto una collega (Parker Posey) e una studentessa (Emma Stone). A forza di cercare il significato nelle parole Lucas ha smarrito il contatto con la realtà. Per ricostruire un legame fra teoria e vita, l'insegnante decide di “agire” e di mettere alla prova tanti studi sulla morale umana, con un atto estremo che però la rimette in discussione. Un gesto inatteso che gli permetterà di trovare una nuova spinta esistenziale, ma a quale prezzo?