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Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

La paura mangia l'anima - Cult

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Film tedesco del 1974, diretto da Rainer Werner Fassbinder. Anni ’70, Monaco. Emmi (Brigitte Mira), una sessantenne vedova e sola, una sera entra in un bar frequentato da immigrati. Un po’ per scherzare, Alì (El Hedi Ben Salem) giovane arabo e “lavoratore ospite”, invita la signora a ballare. Da quel giorno i due iniziano a frequentarsi, e tra lo sgomento di molti, e l’astio delle vicine arpie e della famiglia di lei, nasce una relazione. Vi è quindi una pressione esterna che li emargina logorando gli equilibri interni della coppia, ma senza la quale, forse, questo legame non troverebbe la forza di essere unito contro tutto e tutti. Pervasa da una struggente semplicità, che la rende ancor più vera, la pellicola fotografa una realtà privata, che ha il coraggio di compiere delle piccole trasformazioni sociali. La composizione drammaturgica fa scontrare l’interno e l’esterno, attraverso una continua e reciproca influenza, prima prigioniera degli stereotipi e poi del più meschino conformi…

Minions - Recensione

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I piccoli ominidi gialli, dopo l'enorme consenso di pubblico ottenuto con i due episodi di “Cattivissimo Me”, conquistano uno spin-off tutto loro, e il ruolo di protagonisti assoluti. Questa pellicola è l'occasione per conoscerne le origini, che risalgono addirittura alla Preistoria, e seguire la spasmodica ricerca di un capo cattivo da servire, condotta da tre volontari: Bob, Stuart e Kevin. L'obiettivo di Universal è, invece, spremere al massimo le potenzialità commerciali dei buffi nanerottoli, che col loro basico ma schietto idioma, e il tormentone “banana!”, si sono costruiti una solida e vasta fan base tra gli under 10.

Quando c'era Marnie - Recensione

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L’adolescente Anna, brunetta irrequieta e sofferente d’asma, viene mandata dagli zii con casa in riva al mare. Qui conosce Marnie, biondina misteriosa con cui intreccia un rapporto tanto amicale quanto morboso. Sarà l’occasione per fare i conti con le ombre del proprio passato. 12 anni, un’età difficile e di passaggio, sospesa a un filo fragile che oscilla tra ingenuità e maturità, eppure respinge entrambe, suscitando instabilità emotiva e confusione, che spesso sfociano in scarsa autostima. Il film è una summa di tutti gli elementi ricorrenti nei “cartoni” della celebre casa d’animatori giapponesi: lo spettro come deus ex machina emotivo che sviscera l’interiorità della protagonista, un modus vivendi in simbiosi con la natura, fusione e specchio ideale dell’animo dell’eroina, ma anche metafora di catarsi, la malattia come chiave d’accensione del coté melodrammatico, il gusto e l’attenzione per i dettagli dall’impressionante fotorealismo. Viene spontaneo chiedersi: nulla di nuovo quin…

Mission: Impossible - Rogue Nation - Recensione

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La IMF è stata sciolta dal Governo U.S.A., ed Ethan Hunt (Tom Cruise) è ricercato dalla CIA. Per sopravvivere dovrà distruggere una nuova organizzazione criminale: il 'Sindacato' e allearsi con Ilsa Faust (la svedese Rebecca Ferguson), bella e mortale spia doppiogiochista...Dopo diciannove anni, cinque film e cinque registi, Cruise, a 53 anni suonati, sfrutta al meglio il franchise che lo mantiene tra le star di Hollywood. Questo quinto episodio è diretto da Christopher McQuarrie, lo sceneggiatore premio Oscar de “I soliti sospetti”, e inventore di uno dei villain più noti del cinema: Kaiser Soze. Il regista stupisce per l'equilibrio con cui disegna intriganti atmosfere da spy-story, ma delude nei momenti action, con una camera funzionale, e basta...

Ant-Man - Recensione

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Henry Pym (Michael Douglas), il primo Ant-Man che ha esordito nel 1962, è ormai vecchio, e chiede a Scott Lang (Paul Rudd), ladruncolo uscito dal carcere, di indossare un avveniristico costume che gli permette di rimpicciolire e di comandare un esercito di formiche. Obiettivo, manco a dirlo, salvare il mondo. Con un budget inferiore, e un minor pop appeal rispetto agli altri eroi Marvel, Ant-Man debutta al cinema con questa disinvolta pellicola che ha nell'ironia il suo super potere. Un prodotto dall'adeguato tono fumettistico, che alterna sequenze d'azione a scene demenziali.

I 10 film più belli ANNI '70 - Classifiche

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Dopo i 10 film più belli ANNI 80, '90 e '00, e a grande richiesta, ho deciso di stilare la mia classifica dei migliori degli anni ’70. Un decennio cinematograficamente ricchissimo, basti pensare alla produzione statunitense....anni di grandi cambiamenti sociali, politici e di costume che inevitabilmente hanno influenzato, amio avviso, in positivo, la Settima Arte. Spero questa TOP 10 sia l'occasione ideale per rivedere grandi capolavori e scoprirne di nuovi. Buona lettura.

Apocalypse Now - Capolavoro

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Siamo a Saigon nel 1969, e al tenente Willard (Martin Sheen), già provato da precedenti azioni militari, è assegnato il compito di ritrovare e uccidere il colonnello Walter E. Kurtz (Marlon Brando), disperso nella foresta cambogiana. L’ex ufficiale è impazzito, e trasmette via radio, dalla giungla, messaggi deliranti; ha inoltre messo in piedi una sua truppa, composta sia da nativi che soldati. Storia ispirata, molto liberamente, da "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad, pubblicato nel 1902, che viene qui trasgredito a favore di una visione moderna e personale, dal grande John Milius. Impresa monumentale compiuta da Francis Ford Coppolanel 1979, che si avventura in uno sforzo produttivo autolesionista – dall’enorme budget – che lo trascina in un limbo depressivo-distruttivo, al pari dei suoi protagonisti. Da questo film in poi, il regista italo-americano non sarà più lo stesso, e nemmeno il valore delle sue pellicole; come se tutta l’indomita creatività e il geniale intuito fo…