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Il corriere - Recensione

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Earl Stone (Clint Eastwood) è un reduce del Vietnam che vive solo e abbandonato da ex moglie e figlia. Stringenti esigenze economiche lo portano a improvvisarsi corriere, per quella che poi scoprirà essere droga. Sulle sue tracce c’è però un agente della DEA (Bradley Cooper). Una situazione estrema che lo costringerà anche a far i conti con se stesso e con la sua famiglia. Sono passati già 10 anni dall’ultima prova attoriale di Clint Eastwood con la sua regia! A 89 anni, il regista sbaraglia ogni luogo comune e discriminazione sulla terza età, dimostrando ancora un piglio creativo da invidiare. Grazie a un personaggio sfaccettato, Eastwood ci racconta ancora la centralità della famiglia nella società, e con sottile sarcasmo manifesta tutta la sua avversione verso internet e le nuove tecnologie. Altro tema importante: i perversi meccanismi lavorativi ed economici che stritolano gli affetti. Il tempo non si può comprare, siamo però noi a definirne la qualità. A una leggenda vivente si p…

Green Book - Recensione

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Il Green Book, negli anni Sessanta, era un manuale per viaggiatori neri. Una guida con l’elenco di esercizi commerciali destinati a ospitare le persone di colore. Un vademecum indispensabile anche per Tony (Viggo Mortensen), autista bianco dai modi spicci, e Don (Mahershala Ali), pianista nero dal lessico raffinato. Nel 1962 partono da New York per una tournée di due mesi, attraverso un’America ancor troppo razzista. Peter Farrelly si smarca da toni demenziali e fratello co-regista, approdando alla dramedy. Il film percorre sentieri narrativi ampiamente battuti, ma è valorizzato da una sceneggiatura che tratta gli stereotipi con soave leggerezza. Nonostante questa commedia adotti convenzionali schemi hollywoodiani, possiede un’anima introspettiva, che la distingue da altri prodotti di genere. E’ un’opera che ci costringe a guardarci allo specchio, spronandoci a metterci in discussione; a cambiare. Tony e Don si confronteranno con ogni tipo di segregazione razziale: dalla schiavitù nei…

Se la strada potesse parlare - Recensione

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Primi anni ’70, Harlem, Manhattan. La diciannovenne Tish e il ventiduenne Fonny si amano e stanno aspettando un bambino. Il ragazzo però viene ingiustamente accusato di stupro e incarcerato. Quale sarà il futuro di questa famiglia? Il regista Barry Jenkins reduce dalla sorprendente (?) vittoria dell’Oscar al miglior film con Moonlight, porta sul grande schermo la trasposizione di un romanzo del 1974 di James Baldwin. Colori caldi, toni pacati, musica avvolgente. Il cineasta pone in essere una fascinazione visiva che cattura sguardo e attenzione dello spettatore. La platea viene rapita e accompagnata nella comfort zone della nascita di un amore, ma quando si riaccendono le luci in sala l’illusione svanisce, e ci si ritrova con un pugno di mosche in mano.Tensioni razziali e familiari, rabbia e ingiustizie, rimangono sullo sfondo sostituite da un melenso e ingiustificato ottimismo. Attraverso una ricercata composizione dell’immagine, Jenkins sembra più interessato a fornirci un’estatica …

La favorita - Recensione

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Primi anni del XVIII secolo. Alla corte della fragile e rassegnata Regina Anna d’Inghilterra (la sublime Olivia Colman), due cugine (le perfette Emma Stone e Rachel Weisz) si contendono i favori della sovrana. Sin dai titoli di testa, con le lettere disposte come il plotone di un esercito, percepiamo che assisteremo a una guerra. Un duello senza esclusione di colpi, nel quale ogni personaggio tenta disperatamente di definirsi grazie all’altro, in un costante ribaltamento dei ruoli di vittima e carnefice. Regia cinefila in puro Kubrick style (Barry Lyndon docet), attrici da standing ovation, comparto tecnico curatissimo, eppure qualcosa non brilla. Il talentuoso regista greco Yorgos Lanthimos dirige per la prima volta una storia non scritta da lui, ed è proprio la sceneggiatura a non eccellere per originalità. In alcuni passaggi, il plot si adagia su consolidati schemi da intrigo di corte, con situazioni già viste e battute già sentite. Il cineasta però non si limita a raccontare, e da…

Benvenuti a Marwen - Recensione

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L’illustratore Mark Hogancamp (Steve Carell) subisce un brutale pestaggio fuori da un pub. In preda all’alcool aveva candidamente dichiarato a un gruppo di teppisti che gli piace indossare scarpe da donna. Sopravvissuto all’aggressione, l’artista costruisce un villaggio in miniatura abitato da bambole e soldatini, nel quale rifugiarsi con la fantasia. L’arte come terapia. Grazie al potere del suo talento artistico, Mark riesce ad affrontare fantasmi e a sconfiggere paure.Non basta un’interessante storia vera e gli effetti speciali in performance capture per fare un buon film. Soggetto e tecnica devono essere legati da una sceneggiatura che restituisca profondità.Dal regista di Forrest Gump ci aspettavamo qualcosa di più del pacchetto base biopic: frase iniziale “Tratto da una storia vera”+ agiografia + foto finale del vero Mark.Lo sceneggiatore Zemeckis, invece, si adagia sulla banalizzazione di situazioni e personaggi. Paradossalmente,  nella vita reale sono tutti buonissimi o cattiv…

Vice - Recensione

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Dick Cheney nel 1963 è solo un operaio squattrinato arrestato per guida in stato di ebbrezza. Dal 2000, invece, è di fatto il “presidente ombra” degli Stati Uniti. Grazie a una re-interpretazione legale e personale della Costituzione Americana, acquisisce un potere esecutivo totale che gli permette di essere l’organizzatore delle peggiori guerre internazionali dell’epoca. Il regista Adam McKay, dopo il successo de La grande scommessa, ha ormai un tocco riconoscibile. Uno stile condito con qualche cameo, abbondanti dosi di sarcasmo e che sfida i convenzionali schemi di sceneggiatura. I titoli di coda diventano solo una messa in scena, complici e intrallazzi rimarranno per sempre senza volto e la quarta parete viene sfondata per ricordarci che quanto raccontato riguarda tutti noi. Interpretazione trasformista di Christian Bale, e nei panni della cinica moglie del protagonista, una Amy Adams spietata e abile nell’influenzare decisioni che cambiarono la Storia. Un revenge movie politico, …