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Visualizzazione dei post da Settembre, 2009

District 9 - Recensione

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Da 20 anni gli alieni sono atterrati nel cielo sopra Johannesburg, gli umani li hanno rinchiusi in un ghetto, per questioni di sicurezza, ma chi è la vittima e chi il carnefice? Se l’inizio sembra l’ennesimo omaggio ai B-movie di fantascienza o al massimo una metafora lineare sull’immigrazione, ben presto si rivela una solida satira sociale, che intreccia fantasy e impegno politico, e più si procede nel racconto più niente è come sembra, e le convinzioni dello spettatore vengono continuamente messe in discussione. Ottimo intrattenimento, che offre più spunti di riflessione di un qualsiasi film da Festival. Un esperimento, a basso budget, pienamente riuscito, che mescola vari stili di ripresa: camera a mano, documentario e inquadrature tradizionali. Prodotto da Peter Jackson e già cult movie. VOTO 7+

Basta che funzioni - Recensione

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Dopo la parentesi europea, Allen torna a Manhattan, riappropriandosi del suo“vecchio” cinema-monologo che ne fece le fortune negli anni 70. Protagonista un alter ego del regista, Boris (Larry David), un genio incompreso, misantropo, pessimista e iconoclasta, che si diverte nel trattare male amici, donne e bambini, ma che si rivela anche insicuro, ansioso e soggetto ad attacchi di panico. Un personaggio, che offre all’autore lo spunto ideale per raccontare, con verve dissacrante, le miserie esistenziali del mondo d’oggi, in cui regna il caos, e dove niente più sorprende: basta che funzioni. Dialoghi smaglianti e battute da manuale, si ride (spesso) e ci si diverte (molto), per un Allen che torna alle origini; non tra i migliori, ma da vedere. VOTO 7

Baaria - Recensione

Dopo lunga lavorazione, Tornatore ci consegna il suo personale Amarcord, dedicato al paese d’origine, Bagheria, appunto. Settant’anni di Storia, si snodano in un colorato microcosmo siciliano, in cui non manca nulla: amore, morte, guerra e nostalgia come se piovesse, il tutto ripreso dal regista con mano sicura, che però sembra più mossa dal mestiere che dall’arte. Grande uso di gru e carrelli a giustificativo dell’alto budget, e un montaggio frammentario che risulta funzionale ai siparietti dei famosi cameo (Bellucci, Placido, ecc), ma inadatto ad un film corale (Altman docet), impedendo allo spettatore di empatizzare con i troppi personaggi, men che meno con i due protagonisti: più volenterosi che bravi. L’emozione spesso latita, la noia sovente si palesa. Tornatore era forse distratto dai troppi ricordi, e il risultato ricorda i compiti a casa, ben fatti, ma poco ispirati. VOTO 6+

Il mio vicino Totoro - CULT

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Film d'animazione giapponese del 1988 che racconta la storia di due sorelline, Satsuki e Mei, che per stare vicine alla madre malata, si trasferiscono col padre in un paesino di campagna. Costrette a confrontarsi con un nuovo ecosistema, e col dolore, avranno l’occasione di crescere in simbiosi con gli affetti familiari e la Natura. Non fatevi ingannare dall’essenzialità del plot, in parte autobiografico, dietro alla fiaba vi aspetta un viaggio spirituale nell’onirica poesia di un artista. Finalmente dopo 21 anni (sic) viene distribuita in Italia una delle pellicole fondamentali della filmografia di Hayao Miyazaki, premio Oscar per “La città incantata” nel 2002 e Leone d’oro alla carriera nel 2005; forse il più importante cartoonist vivente!!! Il lungometraggio conferma le costanti poetico-formali del regista: i teneri colori pastello, la bellezza della biosfera, l’innocenza dell’infanzia, tra sequenze evocative (l’attesa dell’autobus) che svelano un racconto formativo.