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Visualizzazione dei post da Agosto, 2012

I 10 film più belli ANNI '80 - Classifiche

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Come promesso, di seguito la prima classifica per decennio, partiamo dai mitici ANNI ’80! Di seguito i 10 film più belli, da vedere, avere e recuperare; ovviamente secondo il mio parere. Voi che ne pensate?

Scarpette rosse - Cult

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Opera fondamentale del 1948, premiata con 2 premi Oscar: musica e scenografie, e maggior successo delle produzioni The Archers, marchio che riuniva il duo Michael Powell ed Emeric Pressburger. Esemplare espressione del melodramma cinematografico, è un vero e proprio cult movie, amato da registi quali Coppola, DePalma e Scorsese, che nel 2009, con Thelma Schoonmaker, ne ha finanziato il restauro, salvando le brillanti cromie, create dal direttore della fotografia Jack Cardiff. Una storia di romanticismo estremo, ma anche una raffigurazione radicale del confronto vita/arte, che impone un sacrificio attraverso l’aut aut imposto alla ballerina Vicky Page (Moira Shearer) dal neo-marito Julian (Marius Goring) e dal suo geloso e maligno impresario, Boris Lemontov (Anton Walbrook). Sintomatica, in tal senso, la frase di quest’ultimo a Vicky: “l’impressione di semplicità, si raggiunge solo con un’estrema sofferenza del corpo e dello spirito”.

Il cavaliere oscuro – Il ritorno - Recensione

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Dopo 8 anni di esilio, Batman è costretto a ritornare in servizio, a Gotham ci sono nuovi problemi e nuovi cattivi. I fratelli Nolan, al terzo capitolo della loro saga sull’uomo pipistrello, anziché sparare gli ultimi fuochi artificiali a scapito della storia, come in altri cine-comics (Spider-man, X-Men), gettano addirittura le basi per un nuovo inizio: puntano, vedono e alzano la posta! Risultato: una sceneggiatura fiume, che semina situazioni e personaggi estremi, e ancora una volta ridisegna confini e schemi del genere. Due ore e quaranta minuti, per un ambizioso e schizofrenico accumulo d’immagini e contenuti (a rischio overdose), che mostra un eroe in pena, una Gotham allo sfascio e limita l’azione a un paio d’inseguimenti/scazzottate, a favore di dialoghi densi e di qualche lungaggine.

Pirati! Briganti da strapazzo - Recensione

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L’inglese Aardman, dopo l’ingiusto insuccesso di “Giù per il Tubo” e il dimenticabile “Il Figlio di Babbo Natale” in CGI, torna ai cartoon di plastilina, che con “Wallace & Gromit”, la resero celebre. Siamo nel 1837, l’Inghilterra è governata da un’isterica Regina Vittoria, che manco a dirlo odia a morte i pirati. Intanto, il protagonista, Capitan Pirata, insieme alla sua ciurma di reietti, tenta di conquistare titoli e fama da brigante. Sequenze surreali, humour british, citazioni cinefile (“The Elephant Man” di David Lynch!) e un ritmo forsennato, ne fanno un prodotto divertente, per tutte le età.

Quando la moglie è in vacanza - Cult

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Oggi 05/08/12 è il 50° anniversario della morte di Marilyn Monroe e, visto anche il periodo, questo è il primo film che me l’ha fatta ricordare. Pellicola del 1955, tratta dall’omonimo spettacolo teatrale del ’52, titolo originale “The seven year itch” (il prurito del settimo anno), che risponde alla domanda: cosa combinano i mariti in città, mentre le mogli sono in vacanza coi figli? Un film sull’adulterio: tema su cui all’epoca il rigido codice Hays e il dilagante conservatorismo, non ammettevano certo facili ironie. Ragion per cui, la trama venne fortemente censurata e rimpolpata con siparietti onirici, in cui il protagonista sogna di far sua “la ragazza” “rapidissimo e vorace”, o di essere un latin lover in una parodia del bacio sulla spiaggia di “Da qui all’eternità”. Prima opera in Cinemascope di Billy Wilder, una delle poche a colori (ai quali il regista preferì sempre l’espressionismo del bianco e nero); è incorniciata da variopinti titoli, firmati dal mitico Saul Bass (cito s…