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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Il servo - CULT

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Film in b/n del 1963, tratto da un’opera del drammaturgo Harold Pinter e diretto da Joseph Losey. Trama: il giovane aristocratico inglese Tony (James Fox) assume il maggiordomo Hugo Barrett (Dirk Bogarde), che, inizialmente ubbidiente e remissivo, diventa sempre più invadente, arrogante e ambiguo. Susan, la fidanzata di Tony, intuisce una potenziale minaccia, ma non basterà…Per capire meglio il film è necessario inserirlo nel contesto storico. Siamo nel 1951 e Joseph Losey diventa una delle vittime del maccartismo, autoesiliatosi in Inghilterra, sfoga la sua rabbia verso una upper-class sempre più ottusa, realizzando opere controcorrente che ne denunciano l’ipocrisia e le contraddizioni. “Il servo” è forse il suo lungometraggio più noto, grazie anche alla ricercata messa in scena, ai giochi di luci e ombre che diventano sfumature narrative, e alle inquadrature tanto eleganti quanto claustrofobiche.

Boyhood - Recensione

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Mason (Ellar Coltrane) è un bambino che vive con la madre Olivia (straordinaria Patricia Arquette) e la sorella Samantha (Lorelei Linklater); il padre (Ethan Hawke) non vive più con loro, ma ogni tanto viene a far visita. La storia segue la crescita vera, sino all’età adulta, di Mason, e del mondo che lo circonda. Uno straordinario esperimento filmato attraverso 12 anni di lavorazione (dal 2002 al 2014), a conferma che Richard Linklater è uno dei maggiori e coerenti registi in circolazione. Nell’opera il passare degli anni non è mai sottolineato con didascalie o da precisi riferimenti temporali, eppure è tangibile, perché reale. “Boyhood” è indubbiamente un film, eppure le regole del cinema si fanno da parte, per far posto alla vita. Lo spazio filmico viene rapito e forgiato dal flusso temporale, in una convivenza, dai raffinati equilibri.

Il giovane favoloso - Recensione

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Narrazione cronologica della vita del conte Giacomo Leopardi (interpretato da Elio Germano), sommo poeta, filosofo e scrittore, nato a Recanati e morto a soli 39 anni. Siamo agli inizi dell' 800, e il film parte dallo studio folle nella terra natia, e dal controverso rapporto con i genitori, e segue Leopardi, quando a 24 anni, insieme all'amico Antonio Ranieri (Michele Riondino), si sposta prima a Firenze e infine a Napoli. Il regista Mario Martone realizza un’opera suggestiva e filosofica, che attraverso uno sguardo lucido e dalla ricca resa visiva, regala soggettive profonde, ma anche ambigue, con cui sfida la percezione dello spettatore. Un biopic coraggioso, che osa, e a cui perdoniamo qualche imperfezione. Di fatto, l'episodio di Firenze avrebbe beneficiato di più ritmo, e quello di Napoli di maggior sintesi, ma forse il fervore creativo del genio, aveva contagiato anche il regista...

Seconda Rassegna Cinema "Fondazione Foresta" - News

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Cari followers, anche quest'anno sono il curatore della rassegna cinema presso la "Fondazione Foresta Onlus”. La tematica che ho scelto è attualissima: la famiglia. Come sempre ogni proiezione sarà anticipata da una mia introduzione, e accompagnata dalla partecipazione di un ospite che permetterà di approfondire le tematiche suggerite dal film. Spero sia anche l'occasione per incontrarci e conoscerci meglio! Le proiezioni si terranno presso la sede della Fondazione, Sala conferenze Via Gattamelata, 11 – Padova.

Il regno d'inverno - Recensione

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Turchia. Nella regione storica della Cappadocia, famosa per le sue formazioni geologiche, Aydin (Hanuk Bilginer), ex attore, gestisce l’Hotel Othello, insieme alla giovane e infelice moglie Nihal e alla frustrata sorella Necla. L’arrivo dell’inverno, avvolgerà i protagonisti in un manto nevoso e nervoso, e tra spietati dialoghi, e nuove depressioni, dovranno fare i conti con la loro, vera, natura. Il regista turco Nuri Bilge Ceylan, con questo titolo ha vinto la Palma D’Oro a Cannes. La cifra stilistica dell’opera si snoda tra riferimenti letterari (Checov, Shakespeare), e lunghissime e dense conversazioni in un interno, che ne svelano la matrice teatrale, sfidando l’attenzione dello spettatore.

Il giardino di parole - Recensione

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Takao, solitario studente di 15 anni, e aspirante designer di calzature, in un giorno di pioggia salta la scuola, e sotto il gazebo di un parco conosce la 27enne Yukino. Tra uno scambio di sguardi e l’altro, e nonostante la differenza di età, sembra nascere un sentimento, ma il destino ha in serbo delle sorprese. Uscito recentemente in home video, questo mediometraggio d'animazione giapponese del 2013, dall’esigua distribuzione e durata (46 min.), stramerita di essere recuperato. Il regista Makoto Shinkai disegna un mondo in alta definizione, talmente denso di dettagli da sfiorare il realismo.

Gli amanti del Pont-Neuf - CULT

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Film francese del 1991 diretto dal visionario Leos Carax. La pellicola è interpretata dall’attore feticcio del regista, Denis Lavant, e da una giovane Juliette Binoche, allora fidanzata di Carax. Storia: Alex, clochard, mangiafuoco e ubriacone, vive sul pont-neuf, un ponte della Senna chiuso per lavori, insieme a Michèle, pittrice quasi cieca e al vecchio Hans. Tra piccoli furti e giorni amari, si prendono, si lasciano, e poi…Un’opera “maledetta”, la cui produzione fu funestata da numerosi problemi, che impedirono di usare per le riprese il vero ponte, e costrinsero a ricostruire in studio l’intero manufatto e il quartiere che lo ospitava (!). Il conseguente aumento di budget, portò il costo a 70 milioni di franchi, e il film diventò il più costoso della storia del cinema francese.