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Visualizzazione dei post da Novembre, 2015

Il viaggio di Arlo - Recensione

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Cosa sarebbe successo se il meteorite che 66 milioni di anni fa colpì la Terra, provocando l’estinzione dei dinosauri, non avesse centrato il nostro pianeta, ma l’avesse solo sfiorato? I grandi lucertoloni avrebbero continuato a vivere con usi sempre più simili all’essere umano, che viceversa avrebbe sviluppato il suo lato animale. Questa è la visione alternativa dell’ultima produzione Disney, che narra le vicissitudini di Arlo, un dinosauro gracile e codardo, che deve trovare la strada verso casa insieme a un amico umano. Un film dalla tormentata gestazione produttiva, la cui uscita è stata rimandata di ben due anni, e che ha avuto la sfortuna di uscire nello stesso periodo di “Inside Out”, dovendo quindi sostenere un paragone pesante. Una pellicola che certo non raggiunge le vette dei capi d’opera Pixar, ma che porta con sé un’ode alla famiglia, tanto semplice quanto bella, e un’esortazione: ognuno di noi deve guadagnarsi il modo di lasciare il proprio segno (leggi impronta) nel mon…

Il grande Lebowski - CULT

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Jeffrey Lebowski (Jeff Bridges) è uomo pigro e disoccupato alla soglia dei quaranta, che nella Los Angeles del 1991, passa le sue giornate in vestaglia, ciabatte e mutandoni a quadri, stordendosi con spinelli e cocktail White Russian. Unico passatempo, le partite a Bowling con due amici altrettanto sfigati: Walter (John Goodman), irascibile reduce del Vietnam, e il quieto Donny (Steve Buscemi). Suo malgrado, il “drugo” (soprannome del protagonista), dovrà cercare la moglie sparita di un suo omonimo milionario, e si troverà incastrato tra gruppi di nichilisti, pittrici femministe, porno editori e ispanici pederasti. Film del 1998, diretto da Joel Coen, e scritto col fratello Ethan. Quando uscì, corsi al cinema a vederlo, ma onestamente non ne rimasi entusiasta, ne' tantomeno avevo intuito le potenzialità di una pellicola capace di conquistarsi una fandom che lo avrebbe celebrato attraverso raduni e festival dedicati! A distanza di anni, credo la tiepida accoglienza all’uscita fosse…

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2 - Recensione

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Con questo film si chiude la quadrilogia di Hunger Games. Nell’ennesimo futuro distopico, Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence), detta la ghiandaia imitatrice, è il simbolo della ribellione contro la dittatura di Capitol City; parte così dal Distretto 13 con una squadra d’assalto che ha l’obiettivo di uccidere il tiranno Snow (Donald Sutherland). Con lei, gli “amati” Peeta (Josh Hutcherson) e Gale (Liam Hemsworth), con i quali dovrà superare tutte le trappole nascoste nella capitale, per liberare la nazione di Panem. Pur sorvolando sull’insipido allungamento di brodo, generato dalla divisione in due parti degli eventi narrati nel terzo e ultimo libro, si svelano ben presto meccaniche di script poco consone al Cinema. Si procede per singole aree isolate come nei livelli di un videogames, e man mano che si avanza aumenta la difficoltà nel superarli e si assume un ruolo. Manca solo lo score a lato immagine e poi l’”effetto console” è garantito.

Tokio Fist - CULT

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Film giapponese del 1995, diretto dal visionario regista Shinya Tsukamoto, che anticipa le tematiche di Fight Club (1999): il dolore per combattere il caos di una società malata, gli essere umani schiacciati dal sistema, l’accettazione della propria primordiale e violenta natura. Storia: Tsuda è un giovane agente assicuratore che incontra Kojima, un amico d’infanzia, ora boxer. Quest’ultimo però s’insinua nella sua vita e ci prova con Hizuru, la fidanzata del protagonista, scatenandone la gelosia. I due innamorati si lasciano, e l’impiegato medita vendetta iscrivendosi a una palestra di pugilato per sfidare il rivale in amore. Se il soggetto può sembrare basico, senza alcun dubbio, visivamente è un capolavoro: ogni sequenza è una scheggia impazzita accompagnata da una camera scossa e da un montaggio adrenalinico. Quello che sembra il più classico dei triangoli in realtà nasconde l’abisso dell’alienazione.

Rams - Storia di due fratelli e otto pecore - Recensione

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Siamo in Islanda, la “terra dei ghiacci”, ed è proprio la freddezza a segnare il rapporto tra due anziani fratelli: Gummi e Kiddi, che non si parlano da 40 anni. Entrambi allevatori di pecore e forzati vicini di casa, si trovano senza lavoro a causa di un’epidemia ovina che li costringe a uccidere tutto (o quasi) il loro gregge di pregiati montoni. I due personaggi si trovano così schiacciati tra un passato che preme, un futuro incerto, e un presente incapace di conciliarsi con i tempi che cambiano. L’opera è ambientata in una terra vergine, nella quale però inizia il declino della cultura rurale. Rams è un cinema di confine e di confini, non solo fisici ma anche emotivi. Le psicologie rarefatte dei protagonisti lasciano parlare le atmosfere, mentre la bellezza del paesaggio islandese si contrappone a quello umano, più arido e conflittuale.

45 anni - Recensione

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Geoff e Kate sono marito e moglie da una vita, e vivono la loro placida esistenza in una casa di campagna. Una settimana prima della festa per il quarantacinquesimo anniversario di nozze, Geoff riceve una notizia inaspettata:è stato ritrovato in un ghiacciaio il corpo di Katya, la sua prima fidanzata, dispersa durante un'escursione in Svizzera nel 1962. I ricordi si affollano e il passato emerge fino a minare le fondamenta del rapporto, mettendolo in crisi, perché comunque vada, niente sarà mai più come prima…Non è solo un film che parla di anziani o sulla terza età, ma riguarda tutti, perché il tema centrale è: la coppia. Il registaAndrew Haigh indaga il profilo pubblico e privato di due persone che si amano, ritraendole con sensibilità e pudore, e in tutta la loro fragile tenerezza. Una regia dall’approccio naturalista, che instaura un dialogo intimo con i suoi protagonisti e li accompagna con sguardo compassionevole, mettendone a nudo l’anima.

Spectre - Recensione

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L’agente 007 deve smascherare una minacciosa organizzazione. Sul suo cammino incontrerà lo stoico M (Ralph Fiennes), l’ambigua (e proustiana?) Madeleine Swann (Léa Seydoux), una sensuale vedova (Monica Bellucci), ma anche i suoi fantasmi, perché come dichiara la scritta all’inizio: i morti sono vivi. Anche in quest’avventura la trama sarà il pretesto ideale per un viaggio intorno al mondo tra Roma, Tangeri, i deserti del Sahara e of course Londra. Questa 24° puntata chiude la quadrilogia iniziata nel 2006 con “Casino Royale”, e tira le fila della “versione Daniel Craig”. E’ aperta ufficialmente la caccia al successore. Un ritorno alle origini e a un cinema classico dichiarato sin dai titoli di testa, nei quali, oltre alle anticipazioni sulla trama, si scorge anche una citazione hitchcockiana (“Io ti salverò”-1945) e un iconico Lon Chaney truccato da “Il fantasma dell'Opera” (1925). Una sigla sinuosa e vaporosa, che oltre ai falsetti di Sam Smith, delizia con chicche cinefile. Un e…

Tutto può accadere a Broadway - Recensione

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New York. Arnold Albertson (Owen Wilson), regista di grido, sta preparando la sua opera teatrale con protagonista la star del cinema Seth Gilbert (Rhys Ifans). Una sera in albergo, richiede via telefono la compagnia di un'escort, conosce così la giovane Isabella (Imogen Poots), alla quale regala 30.000 dollari per cambiar vita. Sarà l’inizio di una girandola di coincidenze, personaggi bizzarri (su tutti un’aggressiva Jennifer Aniston) e rivelazioni, che daranno una svolta all’esistenza di questi vivaci ma fragili essere umani in cerca d’amore. E “la confusione regna”…Un dichiarato e appassionato omaggio alla classica screwball comedy americana, anche se somiglia alle più recenti e riuscite (poche) commedie degli equivoci di Woody Allen.