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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

12 anni schiavo - Recensione

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Tratto da una storia vera. 1841. L’importazione di schiavi dall’Africa è proibita, ma al Sud hanno bisogno di manodopera da sfruttare nei campi di cotone. Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor), afromericano e violinista di successo nello stato di New York, viene rapito e venduto come schiavo in Louisiana. Il suo violento padrone (Michael Fassbender) lo costringerà a rinnegare se stesso e la sua dignità fisica e intellettuale, insieme alla schiava Patsey (Lupita Nyong'o). Steve McQueen si conferma regista eclettico e di talento, e dopo il provocatorio “Shame”, torna all’impegno del film di debutto “Hunger”. Il risultato è un’ottima produzione che valorizza sia il comparto artistico che tecnico; una perfetta macchina da Oscar, con 9 candidature raccolte e ottime possibilità di vittoria.

Il posto delle fragole - Capolavoro

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Film in b/n del 1957 diretto dal maestro svedese Ingmar Bergman. Trama: Il freddo e ambiguo professor Isak Borg (Victor Sjöström, al suo ultimo film), si reca in auto insieme alla nuora all’Università di Lund, dove si festeggia il 50° anniversario della sua carriera professionale. Il cammino si rivelerà anche interiore, tra esami di coscienza e memorie lontane, incorniciati dal regista in splendidi e luminosi scenari naturalisti, con tutta la sensibilità di un grande poeta. L’opera ha anche il merito di aver fatto conoscere a livello internazionale il lirismo bergmaniano, conquistando premi ovunque.

A proposito di Davis - Recensione

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1961. New York. Llewyn Davis (Oscar Isaacs) è un cantautore squattrinato che, accompagnato dalla sua chitarra, canta in bettole fumose e dorme in più appartamenti, grazie all’ospitalità di amici e parenti. Il suo sogno è diventare un famoso cantante folk, ma dovrà vedersela con produttori rincoglioniti, ex fidanzate rancorose, un gatto rosso di nome Ulisse (!) e tanta sfortuna…Llewyn ricorda subito gli irresistibili losers della cinematografia coeniana, da “Il grande Lebowski” (of course) al più recente “A Serious Man”, cui Oscar Isaacs dona in più un cantato profondo e una basita espressività.

Dallas Buyers Club - Recensione

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Texas, 1985. Ron Woodroof (Matthew McConaughey), cowboy, elettricista, donnaiolo e omofobo contrae il virus dell’HIV. Ron si ritrova però rifiutato dal sistema sanitario nazionale, e cerca aiuto in Messico, dove sperimenta l’assunzione di farmaci non ammessi nel suolo americano, ma che lo fanno stare meglio; decide così di portarli in U.S.A. per rivenderli. Sarà costretto, quindi, a frequentare il mondo omosessuale che tanto odiava, e in cui invece troverà amicizia e riconoscenza. Tratto da una storia vera, il film vuol essere un atto di denuncia verso lo strapotere delle lobby farmaceutiche, soprattutto, in quel preciso momento storico, in cui scoppiò “l’epidemia AIDS”.