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Visualizzazione dei post da Settembre, 2013

Lo sconosciuto del lago - Recensione

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Il film è ambientato in Francia, nei pressi di un lago frequentato dalla comunità gay, che nella pineta limitrofa si dedica al cruising. Franck (Pierre de Ladonchamps), habitué del luogo, tra rimorchi e ridicoli voyeur, stringe amicizia con il solitario e corpulento Henri e perde la testa per Michel. L’omicidio di un ragazzo, però, scuote l’ameno microcosmo, che sorpreso/sospeso tra eros e morte, coglierà l’occasione per una presa di coscienza? Opera diretta dal regista francese Alain Guiraudie, presentata con successo all’ultimo Festival di Cannes, dove ha vinto la Queer Palm.

Il conformista - Capolavoro

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Siamo nel 1937. Marcello Clerici (Jean-Louis Trintignant), uomo mediocre, è alla perenne ricerca della “normalità”, sposa perciò la sciocca borghese Giulia (Stefania Sandrelli). In realtà, Marcello lavora per la polizia segreta fascista, e usa il viaggio di nozze come copertura per l’assassinio di un suo ex professore, ora in esilio a Parigi. Un viaggio, nella memoria personale e collettiva, fino alla notte rivelatrice del 25 luglio '43, giorno della caduta del fascismo. Film del 1970, diretto da Bernardo Bertolucci e tratto dall’omonimo romanzo di Moravia; una storia che però il regista fa sua, vestendola di un fascino ambiguo e raffinato. Il protagonista è figlio di un sistema omologato, massificato e di conseguenza malato, in cui ogni diversità deve essere repressa, precipitando in una spirale (simbolo ricorrente) di apatia, che uccide l’identità.

The Grandmaster - Recensione

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Film ambientato in Cina tra il 1936 e il 1953, racconta la storia del maestro d’arti marziali Chiu-Wai (Tony Leung, ormai alter ego del regista), noto anche come Ip Man e “docente” di Bruce Lee. La storia si snoda attraverso la guerra col Giappone, la nascita del kung-fu e una mancata e toccante storia d’amore con Gong Er (Zhang Ziyi). 8 anni di preparazione, 3 anni di riprese e 1 anno di post-produzione, numeri che danno il senso del gigantismo dell’opera. Wong Kar Wai plasma il wuxiapian a sua immagine, ed è subito trionfo del dettaglio (un bottone, sguardi rubati, il sangue che si mischia con la pioggia), mentre gesti e pose della lotta diventano poesia sposandosi con la struggente e patinata estetica del miglior melò.

I 10 film più belli ANNI '90 - Classifiche

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Dopo il successo del post sui 10 film più belli ANNI ’80 (vedi qui), e a grande richiesta, ho deciso di stilare la mia classifica dei migliori degli anni ’90. Devo confessarvi che non è stato facile. Il giudice migliore è il tempo, e per includere un film nella storia del cinema dovrebbero trascorrere almeno 20 anni…. Ho deciso quindi che il criterio univoco delle scelte è il contributo al linguaggio cinematografico che le opere elencate di seguito hanno saputo regalarci; nelle recensioni le singole motivazioni. Buona lettura.

E' stato il figlio - Recensione

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Anche questa settimana su SKY ho recuperato un piccolo film italiano, presentato l’anno scorso, in concorso al Festival del Cinema di Venezia, dove ha raccolto qualche premio (fotografia, attore emergente). Storia: un vecchio e stanco signore in attesa del suo turno all’ufficio postale, racconta ad altri avventori la storia della famiglia Ciraulo. Siamo negli anni ‘70, il capofamiglia Nicola (Toni Servillo) recupera e vende ferro vecchio dalle navi abbandonate, a dargli una mano, il padre e il figlio. Purtroppo, un lutto improvviso, cambierà per sempre il destino dei Ciraulo…

L'intervallo - Recensione

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L’altra sera su SKY ho recuperato questo piccolo film italiano, opera prima del regista Leonardo Di Costanzo, presentato l’anno scorso, fuori concorso, al Festival del Cinema di Venezia, ottenendo comunque consensi e premi. Trama: Salvatore (Alessio Gallo), ragazzotto quindicenne napoletano, che per vivere vende granite col padre, viene costretto dai malavitosi di un clan a sorvegliare la coetanea Veronica (Francesca Riso), reclusa in un enorme edificio abbandonato, in attesa di parlare con un boss locale. Cos’avrà combinato? Tra i due ragazzi, entrambi prigionieri di un mondo “altro”, s’instaura un rapporto profondo che man mano passa dalla diffidenza a una solidale empatia, unendoli in una fuga mentale dalle difficili condizioni socio-culturali.

Le onde del destino - Capolavoro

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Primi anni 70. In un paesino della Scozia bagnato dal mare del Nord vive Bess (Emily Watson) una ragazza psicologicamente fragile che trova nel dialogo con Dio le uniche certezze. Bess si sposa con Jan (Stellan Skarsgard), tecnico su una piattaforma petrolifera, ma purtroppo un incidente sul lavoro rende Jan paralizzato a letto; lui chiede a Bess di rifarsi una vita, iniziando da quella sessuale, ma la situazione degenera, con esiti imprevisti. Il film è diviso in 7 capitoli più un epilogo, introdotti da immagini di paesaggi pittorici e accompagnati da canzoni anni 70 (tra gli altri, Elton John, David Bowie, Bob Dylan). Il linguaggio cinematografico adottato dal regista danese Lars Von Trier reinventa e destruttura forma e immagine del melò classico, deformandone gli elementi: i fiammeggianti colori vengono desaturati da una fotografia sporca e sgranata, i climax bruscamente interrotti, cinepresa a spalla sovrana e fluttuante, primissimi piani impietosi e protagonisti trattati con una…

Festen - Capolavoro

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Dai tempi della Nouvelle Vague (fine ’50, primi ’60) un movimento cinematografico non prendeva posizioni così radicali sul linguaggio cinematografico. Nel 1995, Lars Von Trier insieme a Thomas Vinterberg, fondano “Dogma 95”, un voto di castità (come fu definito dallo stesso manifesto d’adesione) che aveva come obiettivo dimostrare che si può fare cinema lontano dai grossi budget, semplicemente distruggendone le regole estetiche. Come? No a luci artificiali, nessuna scenografia, niente colonna sonora, solo suono in presa diretta e camera a mano; ben presto però questi diktat saranno disattesi dagli stessi autori...

Underground - Capolavoro

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C’era una volta un paese, e la sua capitale era Belgrado. Con queste parole comincia il capolavoro del 1995, Palma d’oro a Cannes, del regista serbo Emir Kusturica. Il film inizia il 6 aprile 1941, nella Jugoslavia della seconda guerra mondiale. La pellicola è una metafora sulla storia di questa nazione, rivista attraverso le vicende dei due amici Marko e Nero, entrambi innamorati della bella attrice Natalija. Non è un caso, ad esempio, che parte del film sia ambientata all’interno di un sotterraneo/polveriera abitato da una comunità eterogenea e allo sbando, come la varia umanità balcanica, il cui esuberante temperamento diventa la chiave espressiva di un’opera eccessiva e debordante.

Elysium - Recensione

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2154. La Terra è abitata solo dai poveri e dai malati, mentre i ricchi si sono trasferiti nella stazione orbitante Elysium, dove si godono l’aria pura, la vita agiata e si comprano la salute. Dopo il trionfo del 2009 di “District 9” (qui recensione) fantasy a basso budget che ipotizzava un apartheid aliena, il regista sudafricano Neill Blomkamp torna con questo action sci-fi dalla produzione mainstream, con protagonisti Matt Damon e Jodie Foster.