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Visualizzazione dei post da Giugno, 2012

I 10 film più belli Stagione 11-12 – Classifiche

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Come ormai abitudine (vedi graduatoria 10-11), a fine stagione arriva la classifica dei 10 film più belli, da vedere, avere e recuperare; ovviamente secondo il mio parere. Voi che ne pensate?

Rock of Ages - Recensione

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Siamo nel 1987, a Los Angeles, l’ascesa della musica rock si scontra con i perbenisti, capitanati dalla frigida (?) Catherine Zeta-Jones, in mezzo la storia d’amore tra i giovani Sherrie (Julianne Hough) e Drew (Diego Boneta). Giusto per essere chiari, due sole cose si salvano: Tom Cruise,magnetico, impetuoso e autoironico, al punto giusto, nei panni della stravagante rockstar Stacee Jaxx, e la musica. La colonna sonora è potente ed energica, e diverte, grazie a riusciti mash-up, tra gli altri, di “More then words” degli Extreme, “Wanted Dead or Alive” dei Bon Jovi, e “Paradise City” dei Guns 'n Roses.

Una separazione - Recensione

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Una storia ambientata nell'Iran odierno. Nader e Simin, marito e moglie, ottengono il premesso di espatrio per loro e la figlia. Nader vuole però rimanere col padre affetto dal morbo di Alzheimer, Simin, arrabbiata va ad abitare con i suoi genitori. Una separazione che ne porterà tante altre, ed innescherà una spirale di conseguenze imprevedibili, che segnerà tutti i personaggi, mettendone a nudo debolezze, egoismi e meschinità. Il regista, Asghar Faradhi, si rivela un ottimo narratore, e attraverso una forma realistica, sin dall’incipit in soggettiva, obbliga il pubblico ad “essere giudice”.

Ran - Capolavoro

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Diretto nel 1985 dall’allora 75enne Akira Kurosawa, è un grandioso affresco, e una rilettura orientale, del Re Lear di William Shakespeare. Ambientato nell’epoca feudale giapponese, narra la storia dell’anziano principe Hidetora, che divide il suo regno fra i tre figli: Taro, Jiro e Saburo. Questo scatenerà una guerra fratricida, fomentata anche, dalla spietata e assetata di vendetta, Kaede, in un crescendo di caos e follia (entrambi significati della parola giapponese Ran). Ad accompagnare Hidetora in questo viaggio nel delirio, il giovane buffone di corte, che ne rappresenta la coscienza, e lo deride, aumentandone il senso di colpa, per gli orrori passati, causa degli attuali. Il Maestro Kurosawa, col suo grande talento narrativo e visivo, fa parlare le potenti immagini attraverso la simmetrica disposizione dei cromatismi, di pittorica bellezza.

Querelle - Cult

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Film del 1982 di Rainer W. Fassbinder, scomodo e maledetto, uscito postumo a pochi mesi dalla morte del giovane (37 anni) e prolifico (40° film!) regista tedesco. Tratto dall’omonimo romanzo di Jean Genet, a cui Fassbinder sceglie di non essere fedele, aggiungendo elementi estranei e fantasie personali. Il marinaio Querelle (Brad Davis), giunto nel porto francese di Brest, su cui svettano simboli fallici, si abbandona a esperienze estreme, mirate a cercare la propria identità. Ad aiutarlo o confonderlo, il fratello ritrovato, la proprietaria di una taverna, Lysiane (Jeanne Moreau), e il tenente Seblon (Franco Nero) segretamente innamorato di lui. Partendo da un racconto più ampio, il regista vuole descrivere la società contemporanea nelle sue dinamiche di sopraffazione, attraverso un incisiva riflessione sul rapporto sesso-potere.

W.E. - Recensione

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Madonna (leggi il mio focus), alla seconda prova da regista, dopo l’eccentrico “Sacro e Profano” del 2009. Il film racconta la leggendaria storia d'amore tra Edoardo VIII (James D’Arcy), e l'americana Wallis Simpson (AndreaRiseborough), che s’intreccia con quella contemporanea di Wally (Abbie Cornish). Lasciando da parte i pregiudizi verso una superstar che si dà alla regia, diciamo pure che la prima parte, che getta le basi della storia, e punta tutto su un’accuratissima messa in scena (giustamente candidata agli Oscar), affascina e coinvolge, grazie anche a una sinuosa macchina da presa; ma presto si scopre che dietro alle immagini patinate c’è poca sostanza….

Brazil - Capolavoro

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Film del 1985, diretto da Terry Gilliam. Il protagonista è Sam Lowry (Jonathan Pryce), un remissivo impiegato del Ministero dell'Informazione, sognatore intrappolato in un sistema da incubo; in un piccolo ruolo, Robert De Niro, nei panni di un idraulico, “libero professionista sovversivo”. 20:49, da qualche parte, nel 20° secolo, una bomba fa esplodere la vetrina di un negozio di TV, uno degli schermi sopravvive, e attraverso di esso, apprendiamo che la causa è la “mancata sportività” dei terroristi, incapaci di comprendere, che in una “società libera”, l’informazione deve penetrare dovunque! Le case sono invase da tubi e cavi elettrici, la burocrazia prevale sui sentimenti, e il sospetto genera fiducia(!?), a scapito dell’amore. Un mondo dominato da un’estetica televisiva e dall’apparire (le grottesche ed estreme plastiche facciali), in cui una strage di corpi, si nasconde dietro un paravento, per non disturbare una cena al ristorante, e gli schermi dei computer sono dei vetri ch…

Fanny & Alexander - Capolavoro

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Film del 1982, e ultima opera distribuita nei cinema italiani, del regista svedese Ingmar Bergman. Originariamente pensato per la TV, durava 5 ore, poi rimontato per il cinema, per una durata di 3 ore. Candidato a 6 Oscar, ne vinse 4: film straniero, fotografia, scenografia, costumi, mancando la sceneggiatura e soprattutto la miglior regia al Maestro Bergman, andata a James L. Brooks per “Voglia di tenerezza” (sic….!). 1907, l’agiata famiglia Ekdahl, festeggia insieme il Natale, immersa nell’opulenza, e negli infiniti convenevoli carichi d’ipocrisia, al centro, la figura forte della nonna Elena, vera portavoce del regista, che riunisce i figli Oscar, Carl e Gustaf Adolf, libertino innamorato della vita. Opera autobiografica,il pastore Vergérus, rappresenta il padre-padrone di Bergman, che gli impartì una rigida educazione, inculcandogli senso di colpa e peccato. Film summa dei temi cari al regista.

C'era una volta in America - Capolavoro

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Film del 1984, diretto da Sergio Leone, con Robert De Niro, James Woods e Elizabeth McGovern. Racconta, nell’arco di quarant’anni (dagli anni venti ai sessanta), le gesta criminali di un gruppo di piccoli delinquenti di New York. Noodles (De Niro), cervello della banda, rinchiuso in una fumeria d’oppio, viaggia attraverso il Tempo, tra cronaca, sogno e grandi temi universali. Una recherche du temps perdu, che richiama Proust, e si perde nelle parabole esistenziali, ma anche un potente affresco tragico, formidabile dal punto di vista narrativo. Leone è un maestro nel creare tensione, basti citare la scena in cui lascia squillare un telefono, per 3 minuti e 40secondi, su più cambi scena. Opera fondamentale, che anticipa di un decennio, gli elementi, poi tipici, del cinema anni 90;

Marilyn - Recensione

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1956. Colin Clark, 23 anni, terzo aiuto-regista sul set de "Il principe e la ballerina", diventa, amico e confidente di Marylin Monroe, e assiste allo scontro fra due mondi, due facce della stessa medaglia, ma non dello stesso cinema…: la rigida impostazione teatrale di Sir Laurence Olivier, contro la sensuale procacità della diva Marylin. 2011. Dal libro di memorie di Clark, viene tratto un film interpretato da Sir Kenneth Branagh (Olivier) e dall’americana Michelle Williams (Monroe); stavolta le cose vanno meglio, ed entrambi vengono candidati all’Oscar per questa parte.Impeccabile il primo, nel tratteggiare l’inflessibile prepotenza dell’attore-baronetto, coraggiosa la seconda nell’accettare un ruolo “scomodo” e complesso. Lasciando da parte ogni pregiudizio, va riconosciuto che l’interpretazione non si limita alla sinuosa e ammiccante imitazione, ma riesce a trasmettere la spontanea e sensuale allure della diva. Regia semplice e lineare, di stampo televisivo, del debutta…