Revenant - Redivivo - Recensione


North Dakota, 1823. Durante una spedizione, l'esploratore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) viene quasi ammazzato dal brutale attacco di un orso grizzly, abbandonato dai compagni e tradito da un collega che credeva amico (Tom Hardy). Glass si ritroverà solo in mezzo alla natura selvaggia a lottare per la sopravvivenza, e al centro di uno scontro tra civiltà agli antipodi. La sequenza iniziale è una dimostrazione superba di bravura registica, con un piano sequenza che lascia senza fiato, e una camera che “cattura” le decine di uomini coinvolti in uno spietato combattimento, seguendoli “fisicamente” in ciò che gli capita. Un approccio immersivo e viscerale che trascina lo spettatore nel quadro e nell'azione. La presenza della mdp sarà sempre tangibile, anche negli ampi spazi aperti, come quando improvvisamente ruota di 360° o viene sporcata da neve e sangue. Uno stile visivo ossessivo, accompagnato da uno script che concede di sprigionare sogni, visioni e monologhi interiori, che enfatizzano il legame oscuro tra Uomo e Natura. Uno splendore estetico, colto nei panorami mozzafiato dalla magnifica fotografia di Emmanuel Lubezki, che nasconde, però, anche qualche carenza narrativa o personaggi poco sviluppati (la moglie, il capitano Henry). Il personaggio del figlio di Glass addirittura non è proprio definito, e rimane un mero pretesto.
Le multiple storyline non convivono in armonia e quando s'incrociano svelano delle forzature e delle combinazioni controverse. Ad esempio, la resa dei conti finale resta sul piano fisico, non sviscera la carica emotiva, e smarrisce ogni complessa potenzialità di redenzione. Quando la camera indugia su immagini – meravigliose – di fiumi, boschi, cieli, non trova connessioni rilevanti col tessuto narrativo. Suggestioni spiritual-esistenzialiste, convulse e confuse, che sembrano prese da un qualsiasi film minore di Terrence Malick. Ellissi che dovrebbero nobilitare i sentimenti di rivalsa di un revenge-movie, senza però riuscirci. DiCaprio ha recitato meglio in almeno altri 10 ruoli*, ma tant'é, seguirà il destino di tanti altri attori pluri-candidati (Pacino, Moore, Bridges, Winslet) che si sono trovati in mano un Oscar, non certo per la loro più memorabile performance. L'attore si prodiga in molteplici sfumature di sofferenza, che non bastano mai per valorizzarne il grande talento recitativo. Alejandro González Iñárritu dà prova di maestria e ha una distinta e consapevole visione del suo cinema. In questo film conduce lo spettatore oltre la visione, verso l'esperienza. Il suo talento esprime tutte le sue potenzialità, e travolge, ma non coinvolge. Un'opera unica, per l'ammirabile aspirazione, la volontà di ricerca e il coraggioso budget dedicato a un plot intimista. Ne ammiro l'ambizione artistico-produttiva, meno il risultato. VOTO 7  TRAILER

*In ordine cronologico: 
1) Buon compleanno Mr. Grape (1993)
2) Romeo + Giulietta (1996)
3) Titanic (1997)
4) Gangs of New York (2002)
5) The Aviator (2004)
6) Blood Diamond (2006)
7) The Departed (2006)
8) Revolutionary Road (2008)
9) Il grande Gatsby (2013)
10) The Wolf of Wall Street (2013)

Scheda tecnica
titolo originale
The Revenant
genere
drammatico, avventura
anno
2015
nazionalità
U.S.A.
cast
Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter
regia
Alejandro González Iñárritu
durata
156'
sceneggiatura
Alejandro González Iñárritu, Mark L. Smith
 

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