Nebraska - Recensione

Woody (un magistrale Bruce Dern) è un anziano scorbutico del Montana, convinto di aver vinto un milione di dollari che dovrebbe ritirare in Nebraska. In famiglia tentano di convincerlo che si tratta di una semplice pubblicità ingannevole, ma né la cinica e volgare moglie Kate (June Squibb) né la prole, lo persuadono. Pur di farlo desistere, il figlio David (Will Forte) decide di portarlo in auto; sarà il pretesto ideale per un classico road movie nel profondo dell'America più rurale, sbranata da ignoranza e crisi economica.
Fresco di 6 candidature agli Oscar, la nuova opera di Alexander Payne, è un piccolo gioiello di minimalismo dolce-amaro, forse a tratti prevedibile, ma che possiede un ritmo tanto pacato, quanto inesorabile. La sensibile e mesta colonna sonora di Mark Orton, è inoltre perfetta nel sottolineare e valorizzarne i momenti più emotivi. Girato in Cinemascope, il film è fotografato in un candido bianco e nero che ne cristallizza il nostalgico lirismo, e coglie nelle vedute paesaggistiche i momenti più intimi, in cui la luce ha una fusione drammatica e quasi irreale, con l'anima dei protagonisti. “Nebraska” colpisce per il realismo delle sue interpretazioni, e per la sua poetica, delicata eppur ricca, gravida di sguardi sospesi e frasi non dette, che colmano il cuore. VOTO 7

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