Bella addormentata - Recensione

Accompagnato da polemiche già in fase produttiva, arriva il nuovo film di Marco Bellocchio, che al ventisettesimo lungometraggio (da vedere il recente capolavoro “Vincere”), sfida se stesso, e senza chiusure, affronta un argomento tabù come l’eutanasia. La triste vicenda di Eluana Englaro, che trovò il suo epilogo il 9 febbraio 2009, rimane sullo sfondo, mentre si elogia la libertà di scelta, con un equilibrio neutro tra visione laica e religiosa. Il film fa riflettere anche sull’arroganza mediatica, che trasformò una delicata vicenda privata in un processo pubblico, in cui ognuno, con la “propria” verità assoluta in tasca, prendeva posizioni radicali e fomentava scontri ideologici, classe politica in primis: spesso dimostrando inadeguatezza morale ed etica.
Attori bravissimi, un superlativo che meritano almeno in tre: Servillo, Rohrwacher ed Herlitzka, sottotono Isabelle Huppert. Attraverso percorsi narrativi ed emotivi tortuosi, e dialoghi che a volte suonano teatrali e forzati, il film richiede pazienza e attenzione allo spettatore, schiudendosi con parsimonia, e svelandosi solo alla fine. Bellocchio, con l’aplomb di un vero maestro, restituisce alla storia di Eluana, quel rispetto che i media le negarono. VOTO 6/7

Commenti

  1. concordo con te.mi piace molto la storia che gira intorno alla famiglia composta da servillo e la rohrwacher ed emblematica è la seduta alle terme dentro in senato con i politici a mollo mentre guarda la tv e rifugge il proprio dovere.grande herlitzka nel ruolo di pallido, medico psichiatra che cura i politici col serenase( un gradino al di sotto del prozac)perchè poveri depressi, non vengono chiamati in tv.mi è piaciuta anche la famiglia composta dalla huppert e il meno dotato marito tognazzi (esilarante quando gli dicono che non vale gran che come attore).un gran bel film ma assolutamente non da leone, anche se la coralità della storia e l'interpretazione degli attori è veramente magistrale.

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