Chronicle - Recensione

Il teen-movie incontra il mockumentary, che incontra il cinecomic. Diretto dall’esordiente Josh Trank, e scritto da Max Landis (figlio di John), è un esperimento interessante, ma dalle basi poco solide. La sceneggiatura è il punto più dolente, parte da uno scontatissimo MacGuffin (l’incontro ravvicinato alieno), mette insieme tre protagonisti stereotipati, ovvero, lo sfigato timido, lo sportivo di successo, l’infelice in amore, e per darsi un tono, spara qualche, estemporanea, citazione colta (Schopenauer, Jung e Platone), cadendo nel ridicolo. Degni di nota, invece, l’idea della telecamera come filtro protettivo verso un mondo iniquo, ed il contrasto, realistico, tra le immagini ruvide della videocamera e gli effetti speciali, low budget, ma spettacolari. Lo straordinario che piomba nella quotidianità, crea un concreto senso d’identificazione nello spettatore, che si chiede “cosa farei al posto loro?”. Altra domanda: è un caso che quando il più fragile dei tre neo-supereroi, capisce che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, uccide un ragno? VOTO 6

Commenti

  1. il film è sicuramente suficientemente riuscito per il bassissimo budget che aveva, e anche per la trama alquanto prevedibile dei tre amici, che contaminati da strane radiazioni sviluppano dei super poteri,fin tanto che il più sfigatello dei tre!! dopo aver capito che da "grandi poteri derivano grandi responsabilità" ..e smembra un ragno!!! :-9
    realizza di essere il più malvagio, con tutta una auto psicanalisi deviata sul super predatore...!
    Comunque quello che sicuramente accende l'interesse dopo circa la meta del film è l'uso di effetti speciali stile battaglia fra super eroi, riuscita bene anche con un limitato costo !
    voto: 6

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