La comune - Recensione

 
Copenaghen, anni ’70. Erik è un professore di architettura che eredita dai genitori una grande villa; su suggerimento della moglie Anna, giornalista al TG, fondano una comune. Dopo una breve “selezione” i membri scelti della comunità sembrano sostenersi in armonia nella nuova convivenza, ma un’imprevista storia d’amore svelerà i lati peggiori della natura umana. L’obiettivo sembra essere quello di condividere oggetti e affetti, l’esito porta invece a un trionfo del peggior individualismo. Il protagonista sceglie un modus vivendi in opposizione alla rigida società patriarcale dell’epoca ma finisce per rispecchiare la peggior meschinità borghese. L’unica speranza par venire dalla prole, tuttavia, anche la pur romanzata ma solitaria emancipazione della figlia Freja non lascia presagire nulla di buono…Ben presto l’esperienza collettiva diventa funzionale all’egoismo del singolo, ma invece di sottolinearlo col consueto cinismo, Thomas Vinterberg opta per una visione nostalgica e un malinconico buonismo d’accatto, francamente irritante. Il regista mette in scena un progetto di vita che trae origine da una sua esperienza personale, infatti, dai 7 ai 19 anni abitò coi genitori in una comune. Il vissuto addomestica purtroppo lo sguardo autoriale verso un manierismo sgradevole, e un ipocrita occhio di riguardo fa perdere lucidità, coesione e coerenza.
Dopo il capolavoro Festen del 1998, e il più recente Il sospetto, la visione cinematografica del regista danese non cambia, e rimane un gioco al massacro dei suoi odiati protagonisti. Siamo però ben lontani dall’essenzialità del Dogma ‘95, manifesto cinematografico confirmato due decadi fa con l’amico Lars Von Trier. Il rigore formale di quelle opere viene qui sostituito da un’estetica mainstream un po’ ruffiana. Stesso discorso per la sceneggiatura, la crudele franchezza cede il passo a un plot confuso e benevolo. Ottima e intensa l’interpretazione di Trine Dyrholm (Anna), per la quale ha vinto il premio di miglior attrice all’ultimo festival di Berlino, che riesce a dar spessore anche a dialoghi sognanti…e imbarazzanti. VOTO 5,5  TRAILER

Scheda tecnica

titolo originale
Kollektivet
genere
drammatico
anno
2016
nazionalità
Danimarca, Svezia, Paesi Bassi
cast
Ulrich Thomsen, Trine Dyrholm, Lars Ranthe
regia
Thomas Vinterberg
durata
111'
sceneggiatura
Thomas Vinterberg, Tobias Lindholm



Commenti

Post popolari in questo blog

Dunkirk - Recensione

Blade Runner 2049 - Recensione