Moonrise Kingdom - Recensione

1965. La sognatrice Suzi e l’instabile Sam hanno 12 anni, s’innamorano e decidono di fuggire; ad inseguirli: un branco di strampalati boy scout kaki guidati da Ward (Edward Norton), lo sceriffo (Bruce Willis), i genitori di lei (Frances McDormand e Bill Murray) e i “servizi sociali” (Tilda Swinton). Wes Anderson, dopo aver sperimentato l’animazione stop motion (con “Fantastic Mr. Fox”, qui recensione), ci delizia nuovamente col suo mondo surreale e colorato, in cui sia i costumi naif che le scenografie pastello, sono studiati nei minimi dettagli, e contribuiscono a definire i protagonisti; ma anche fotografia, montaggio e le meravigliose musiche di Alexandre Desplat, sono perfetti.
Un ottimo ensemble tecnico, che illustra i temi cari al regista: famiglie disfunzionali, personaggi incompresi, il grottesco che sfocia in ironia, e ne valorizza le bizzarre inquadrature, come nelle carrellate geometriche in interno, d’inizio film. Anderson costruisce un microcosmo fiabesco, in cui l’amore puro convive col sarcasmo, e senza manierismi, ci consegna l’opera di un autore sempre più maturo e coerente, con un’estetica così personale, che ormai si può chiamare: stile. VOTO 7/8

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