Skyfall - Recensione

Abbiamo dovuto aspettare quattro anni (causa bancarotta MGM) per il ritorno del più famoso agente segreto con licenza di uccidere, ma ne è valsa la pena. In quest’avventura, James Bond (Daniel Craig) soffre il peso fisico/morale del suo lavoro e i servizi segreti si trovano sotto attacco, obiettivo: eliminare M (Judi Dench). Grazie a Sam Mendes, regista premio Oscar per “American Beauty”, il film è in perfetto equilibrio tra passato e futuro, se il primo lo impone l’anniversario (50 anni!) e non mancano le citazioni (l’Aston Martin di “Goldfinger”), il futuro cerca nuove strade, rielaborando i cliché della saga. Meno gadget, Q diventa un giovane hacker e persino il machismo dell’eroe è messo in discussione.
Mendes non è regista d’azione, e l’incipit adrenalinico ad Instanbul un po’ne risente, ma dopo la sigla dalle suggestioni retrò, cantata da Adele, è un continuo crescendo. Un elegante dinamismo narrativo, la cui chiave di volta è il folle villain Silva (bravo Javier Bardem), ambiguo e vendicativo, che obbligherà i protagonisti a fare i conti col proprio passato. L’episodio numero 23, ci consegna ancora un inedito Bond, più fragile e maturo, che non a caso rivela “il mio hobby è la resurrezione”. VOTO 7+

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