Burn after reading - Recensione

Tornano i terribili fratelli coen, con una nuova spassosa e intelligente commedia degli equivoci in cui tutti tradiscono tutti e le risate, come sempre nelle loro opere, convivono con la violenza e la tragedia. ad una superficiale visione il film può sembrare l’ennesima parodia (ben fatta) sulle spy-story e un mero divertissement d’autore, una lettura più approfondita invece lo rivela come una satira caustica e impietosa sulla società contemporanea, fotografata nei suoi mali ormai cronici: la perdita di valori, la progressiva e inesorabile decadenza dei rapporti umani, il futile e ossessivo culto dell’immagine, a cui i personaggi aggiungono una virulenta idiozia che – e i registi lo sanno – genera caos. sapienti gag, dialoghi fulminanti (su tutti quello finale di j.k. simmons), un montaggio veloce, attori (divertenti e divertiti) in gran forma: malkovich, clooney, pitt, swinton, mcdormand, guidati da un impeccabile regia, fanno del film un piacere per gli occhi e per la mente. per chi conosce bene gli autori, c’è da dire però, che si limitano a confermare gli elementi della loro cifra stilistica, e quindi ritroviamo il solito gruppo di loosers, la consueta tragedia che sfocia nel grottesco, i noti toni noir conditi di farsa, che ad un cinefilo sanno di già visto; a tratti il testo risulta freddo come un compitino ben fatto svelando un soggetto ed una sceneggiatura non sempre all’altezza dei pregi sopra descritti, e a volte la visione divertita dei coen sembra quella di una spensierata vacanza. carino e gradevole come "mr. hula hoop", ma lontano dalle vette artistiche e innevate di "fargo". VOTO 6/7

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