La mafia uccide solo d'estate - Recensione


Palermo, anni '70. Arturo è un bimbo che vive la sua spensierata infanzia, tra attentati di mafia, stragi e eroi politici...quando la fantasia rende magica anche la peggior realtà. Pierfrancesco Diliberto, più noto come Pif, in TV è una de “Le Iene”, ma è soprattutto con “Il testimone” su MTV che ha costruito una sua cifra stilistica, fatta di camera a mano e sottile ironia. Si tratta quindi di un esordio cinematografico, che ha per tema portante la mafia; una prova non da poco. Diciamo subito che la scommessa è vinta, se si esclude qualche peccato d'ingenuità: un invasiva voce off e qualche schematismo di troppo, che a volte privilegia le gag al racconto.
Pif narra con sincera partecipazione la Storia, attraversata da un nostrano Forrest Gump, mixando con mano ferma e disinvolta pubblico e privato, realtà e finzione. Grazie a un vivace montaggio, che alterna le prime cotte del protagonista con l'impegno e la denuncia dell'omertà imperante, trova un curioso equilibrio, che sorprende e funziona. Un cinema imperfetto, ma coraggioso e fatto con passione, che spesso fa sorridere, e a tratti commuove. Bravo Pif. VOTO 7

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