Quando la moglie è in vacanza - Cult

Oggi 05/08/12 è il 50° anniversario della morte di Marilyn Monroe e, visto anche il periodo, questo è il primo film che me l’ha fatta ricordare. Pellicola del 1955, tratta dall’omonimo spettacolo teatrale del ’52, titolo originale “The seven year itch” (il prurito del settimo anno), che risponde alla domanda: cosa combinano i mariti in città, mentre le mogli sono in vacanza coi figli? Un film sull’adulterio: tema su cui all’epoca il rigido codice Hays e il dilagante conservatorismo, non ammettevano certo facili ironie. Ragion per cui, la trama venne fortemente censurata e rimpolpata con siparietti onirici, in cui il protagonista sogna di far sua “la ragazza” “rapidissimo e vorace”, o di essere un latin lover in una parodia del bacio sulla spiaggia di “Da qui all’eternità”. Prima opera in Cinemascope di Billy Wilder, una delle poche a colori (ai quali il regista preferì sempre l’espressionismo del bianco e nero); è incorniciata da variopinti titoli, firmati dal mitico Saul Bass (cito solo “Psyco” e “La donna che visse due volte”).
Se Marilyn, nota per la sua sensualità (nel ’53 apparì nuda su “Playboy”) fu la prima scelta, il poco conosciuto Tom Ewell, che recitò questa parte in teatro ben 730 volte, fu la seconda, dopo che la Fox rifiutò come protagonista un giovane Walter Matthau, perché poco noto...Contiene una delle sequenze più famose della storia del cinema, in cui Marilyn ci svela che “l’aria della sotterranea, è deliziosa (!)”, mentre uno sbuffo solleva la sua gonna plissettata bianca. Scena girata alle 01:00 del 15 settembre 1954, a New York, alla presenza di ammiratori urlanti e dell’allora marito, Joe DiMaggio, molto meno divertito... In mattinata, ne seguì un litigio, e due settimane dopo la coppia divorziò. Ironia della sorte, proprio per il rumore causato dai fan, il girato rimase inutilizzato e la sequenza definitiva, fu ripresa in studio, creando così un’immagine, e un attrice, icone del XX secolo.

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