Pirati! Briganti da strapazzo - Recensione

L’inglese Aardman, dopo l’ingiusto insuccesso di “Giù per il Tubo” e il dimenticabile “Il Figlio di Babbo Natale” in CGI, torna ai cartoon di plastilina, che con “Wallace & Gromit”, la resero celebre. Siamo nel 1837, l’Inghilterra è governata da un’isterica Regina Vittoria, che manco a dirlo odia a morte i pirati. Intanto, il protagonista, Capitan Pirata, insieme alla sua ciurma di reietti, tenta di conquistare titoli e fama da brigante. Sequenze surreali, humour british, citazioni cinefile (“The Elephant Man” di David Lynch!) e un ritmo forsennato, ne fanno un prodotto divertente, per tutte le età.
Onore al merito, al regista Peter Lord, che all’indubbia pazienza richiesta dalla stop motion (24 shot-by-shot, al secondo, per ogni personaggio…) per la prima volta, abbina a supporto la computer grafica, e racconta una storia non originale, tratta da un libro. Un animazione impeccabile, che con frizzante ironia, stupisce per le certosine e colorate scenografie, strappando più di una risata. Quando creatività fa rima con qualità. VOTO 6/7

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