Il filo nascosto - Recensione

Londra. Anni ’50. Reynolds Woodcock (Daniel Day Lewis) è un affermato stilista che s’innamora della cameriera Alma (Vicky Krieps) plasmandola a sua musa. La loro relazione, tra silenzi narcisisti e strepiti emotivi, sfiorerà i margini della follia, fino a “nutrire” il morboso dominio dell’altro. Paul Thomas Anderson dirige su pellicola 35mm, restituendoci le calde atmosfere di un cinema d’altri tempi à la Hitchcock. In questo sontuoso melò, il cineasta lascia parlare le immagini, invitandoci ad andar oltre il tessuto (la trama), perché chi riesce a farlo, è liberato dalla maledizione dei fantasmi nascosti tra i fili. La principale chiave di lettura dell’opera (ma non è l’unica), si potrebbe quindi sintetizzare nell’equazione tessuto-corpo-anima=immagine-superficie-significato. Espressione contenuta anche nei tre livelli di profondità di campo che Reynolds attraversa prima di comprendere il senso del suo rapporto matrimoniale, e inseguire la moglie tra i caroselli di un amaro capodanno. Alma stessa, con matematica precisione, si evolverà da variabile a costante.
Ogni gesto, anche il più banale, assurge perciò a simulacro d’arte cinematografica, come le ripetute inquadrature sui tagli di stoffa che richiamano il montaggio. Il regista, con raffinatissima forza drammaturgica, e coadiuvato da un’ipnotica partitura musicale, ci accompagna dunque verso un’educazione cine-audio-visiva che restituisce potere all’immagine. Come quando lo script costringe Alma a indossare un tessuto (immagine) che non la convince, perché quello che non le piace oggi, magari le piacerà domani. Woodcock è Anderson con tutte le sue ossessioni, “Il filo nascosto” è la quintessenza del cinema. Maniacale perfezione e affascinante magnificenza. Oggi non siamo più abituati a tanta bellezza. VOTO 10

TRAILER

Scheda tecnica
titolo originale
Phantom Thread
genere
drammatico
anno
2017
nazionalità
Stati Uniti d'America
cast
Daniel Day-Lewis, Lesley Manville, Vicky Krieps
regia
Paul Thomas Anderson
durata
130'
sceneggiatura
Paul Thomas Anderson

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