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Visualizzazione dei post con l'etichetta capolavoro

Il filo nascosto - Recensione

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Londra. Anni ’50. Reynolds Woodcock ( Daniel Day Lewis ) è un affermato stilista che s’innamora della cameriera Alma (Vicky Krieps) plasmandola a sua musa. La loro relazione, tra silenzi narcisisti e strepiti emotivi, sfiorerà i margini della follia, fino a “nutrire” il morboso dominio dell’altro. Paul Thomas Anderson dirige su pellicola 35mm, restituendoci le calde atmosfere di un cinema d’altri tempi à la Hitchcock . In questo sontuoso melò , il cineasta lascia parlare le immagini, invitandoci ad andar oltre il tessuto (la trama), perché chi riesce a farlo, è liberato dalla maledizione dei fantasmi nascosti tra i fili. La principale chiave di lettura dell’opera (ma non è l’unica), si potrebbe quindi sintetizzare nell’equazione tessuto-corpo-anima=immagine-superficie-significato. Espressione contenuta anche nei tre livelli di profondità di campo che Reynolds attraversa prima di comprendere il senso del suo rapporto matrimoniale, e inseguire la moglie tra i caroselli di un amaro ca...

Sentieri selvaggi - Capolavoro

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Texas, 1868. Ethan (John Wayne), un veterano della Guerra Civile, torna a casa, ma la sua famiglia viene uccisa dagli indiani. L’uomo inizia una caccia ai Comanci responsabili per salvare l’unica sopravvissuta, sua nipote (Natalie Wood). Il regista John Ford ci fa entrare in questo capolavoro  dalla porta principale, quella della luce che cattura lo sguardo, la quintessenza del cinema. Un quadro dalla cornice d’ombra che cela l’arrivo di un ambiguo eroe, e la prima di numerosi ellissi visive o testuali, come nel triangolo amoroso che s’intuisce all’inizio. Altro elemento ricorrente: Ford tiene sempre la violenza fuori scena. Si noti il ritrovamento della famiglia massacrata e del corpo di Lucy, ma anche l’attacco suicida del suo fidanzato e persino l’uccisione del cattivo Scout, in originale Scar. Al regista non interessa la rappresentazione fisica della brutalità, bensì gli effetti sulla psiche. Ulteriore traccia di stile: il tempo è funzionale al racconto e non viceversa. ...

Eva contro Eva - Capolavoro

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Eva Harrington (Anne Baxter) è una giovane che diventa amica e tuttofare della grande attrice Margo Channig (Bette Davis). La timida ragazza è in realtà una fredda arrivista che le vuole rubare fama e collaboratori. Tra questi, la migliore amica Karen (Celeste Holm), il regista Bill (Gary Merrill) e l’ambiguo critico Addison DeWitt (George Sanders). Nel 1949 Joseph L. Mankiewicz ha appena vinto l’Oscar per Lettera a tre mogli , è già all’apice della carriera,   eppure il meglio deve ancora venire. L’anno successivo realizza Eva contro Eva , la sua opera più popolare, che gli permette di vincere, per due anni consecutivi , l’Oscar per la miglior regia e sceneggiatura. Ancor oggi, il film detiene il record del maggior numero di nomination ricevute all’Oscar: 14 . Primato che condivide con Titanic e La La Land . Il ruolo di Margo era stato assegnato a Claudette Colbert, che però si ruppe una vertebra prima delle riprese. Il produttore Zanuck, nonostante non parlasse con B...

Ghost in the Shell (1995) - Capolavoro

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Nel 2029 l’essere vivente è confinato in appartamenti-cella nei quali fatica a trovare una dimensione umana, come simboleggiato da un'ombra chiusa in una stretta fessura di luce. Per comunicare basta un piccolo innesto al cervello umano che, collegato nel cyberspazio, condivide i pensieri di tutti. In questo futuro, il crimine è rappresentato da hacker che entrano nella mente delle persone per fargli compiere reati, come il nuovo e misterioso villain "Burattinaio". A combattere questi crimini c’è la Sezione 9 della polizia capitanata dal Maggiore Motoko, un cyborg letale in battaglia ma fragile nella vita, pieno di dubbi esistenziali. Nella squadra, inoltre, il “mezzo-cyborg” Batou e l’umano Togusa. Primo lungometraggio animato che per l’intera durata combina animazione classica e computer grafica. GitS è un perfetto manifesto cyberpunk, un ibrido sospeso tra risvolti filosofici ed etici, transizioni evocative e, addirittura, citazioni bibliche (Prima lettera ai...

Il gattopardo - Capolavoro

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Il film è tratto dall’omonimo romanzo scritto da Giuseppe Tomasi Di Lampedusa, pubblicato postumo nel 1958. La storia narrata si svolge tra il 1860, anno in cui Garibaldi giunge in Sicilia con la spedizione dei Mille, e il 1910. Il protagonista è l'aristocratico Don Fabrizio (Burt Lancaster) che dalla sua residenza di campagna di Donnafugata assiste impotente alle mutazioni sociali e al declino dell’aristocrazia. Decadenza simboleggiata dall’amore che sboccia tra il nipote Tancredi (Alain Delon) e la borghese figlia del sindaco Angelica (un’indimenticabile Claudia Cardinale). Al principe non rimane che dare un fastoso ricevimento e annunciare il fidanzamento. Nel 1963, Luchino Visconti dirige la sontuosa   versione cinematografica, realizzando un magnifico affresco storico di assoluta precisione e rigore estetico, arricchito da magniloquenti scene di massa. Il film è una fotografia storico-sociale dell’Italia dell’epoca e una lucida critica al radicato trasformismo della cl...

2001: Odissea nello spazio - Capolavoro

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Negli anni ’60 lo scrittore Arthur C. Clarke e il regista Stanley Kubrick volevano comunicare al pubblico la meraviglia, la bellezza e la promessa della nuova era di esplorazione spaziale che si stava aprendo per la razza umana. Considerate che il primo allunaggio è successivo al film: risale, infatti, al 20 luglio 1969. I due autori danno così vita a un film MITO con molteplici livelli di lettura e interpretazioni sul suo significato; semplicemente il più grande film di fantascienza di tutti i tempi . La pellicola prende spunto da un racconto breve di Clarke, “La sentinella”, che parla della scoperta di uno strano oggetto sulla luna. Il tema principale è l’evoluzione : se l’uomo discende dalla scimmia, cosa ci sarà dopo l’essere umano? Si vede come la reazione nel passato dei primati, di fronte a una presenza aliena, sia la stessa dell’uomo oggi: stupore, paura e cambiamento. Il monolito è quindi una sorta di macchina del sapere che insegna alle scimmie che possono essere al...

Andrej Rublëv - Capolavoro

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Secondo lungometraggio, in bianco e nero , del regista russo Andrej Tarkovskij , che partendo dall’anno 1400 attraversa 23 anni di storia dell'antica Russia. Un poema epico strutturato su un piano temporale consecutivo, che fotografa un pezzo di vita, vissuta o evocata, di Andreij Rublëv, il più grande pittore d’icone della Cristianità. Non è però una biografia, l’artista è testimone e non protagonista. Attraverso le crisi spirituali, artistiche e la decadenza fisica e psicologica di Rublëv, il regista costruisce un affresco storico votato all’arte, dal profondo spessore drammatico e dal grande respiro epico. Il film è strutturato in otto episodi , oltre ad un prologo , e un epilogo a colori. Prologo : Le prese di coscienza non sono gradite dall’ordine divino, e l’autore lo mette in chiaro da subito. Vi si vede un uomo trasportato nel cielo da un’improvvisata mongolfiera e poi punito con la caduta per l’ebbrezza provata: “Sto volando!”. Un incipit allegorico che è...

8 ½ - Capolavoro

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Guido Anselmi (detto Snàporaz) è un famoso regista in crisi creativa. L’uomo rimane bloccato in un maxi ingorgo automobilistico che gli toglie il respiro, e nel quale tutti lo fissano in attesa di una sua reazione. Il sogno inziale già esprime tutta la confusione che aveva in testa Federico Fellini , balzato improvvisamente (tre anni prima con La dolce vita) alla notorietà internazionale. Comincia così un viaggio nell’inconscio dell’autore, mirabilmente sospeso tra sogno, realtà e fantasia. Un monologo interiore, nel quale l’artista rivela con sincerità tutta la paura di deludere le aspettative, spaventato dal suo stesso Io, dal suo passato e futuro . La pellicola rappresenta l’amaro struggimento di un provinciale (come si definiva), che grida al mondo la sua voglia e l'incapacità di comunicare. Il protagonista, interpretato da un elegante e sublime Marcello Mastroianni , è il perfetto alter ego del regista. Guido si divide tra una mite moglie (Anouk Aimée) e l’esuberante a...

Psyco - Capolavoro

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Per poter sposare il suo amante, Marion Crane (Janet Leigh) ruba 40.000 dollari alla sua azienda. Inseguita da un cocciuto poliziotto, si trova costretta a rifugiarsi in un isolato motel gestito dal sinistro Norman Bates (Anthony Perkins). La donna scompare, e si mettono sulle sue tracce la sorella Lila (Vera Miles) e il detective Arbogast (Martin Balsam). Siamo a fine anni’50, Alfred Hitchcock è al culmine della sua creatività, ed è il più famoso e pagato regista. Hitch, in cinque anni ha girato almeno tre capolavori * , i suoi film sono una manna per il botteghino, ha una sua rivista mensile (A. H. Mistery Magazine) e una serie televisiva dedicata (A.H. Presents). Il “mago del brivido” è ormai diventato un marchio di fabbrica, prigioniero però della sua immagine e fama . Per tutta reazione, decide di girare un piccolo film più sperimentale e audace, in assoluta libertà creativa. Acquista i diritti dell’omonimo romanzo di Robert Bloch, e filma con soli 800 mila dollari, in 36 giorn...

Persona - Capolavoro

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Trama : L’attrice Elisabeth Vogler (Liv Ullmann) si ammutolisce nel bello di una rappresentazione di Elettra. L’interprete è ricoverata in una clinica e poi, seguita dall’infermiera Alma (Bibi Andersson), in una casa su un’isola, la desolata Fårö, luogo reale di residenza del regista. Opera, quindi, di natura autoreferenziale che nasce dalla manifestazione di uno stato d’ansia vissuto dallo stesso Ingmar Bergman, che trova nel cinema una necessaria azione salvifica. Incipit : Un proiettore viene acceso, la pellicola scorre libera fuori dalla bobina trascinando con sé fotogrammi senza tempo. Un bambino accarezza un’immagine femminile costituita da due volti: due donne che si fondono in una duplicazione irraggiungibile, che allude a una madre assente. Prologo iper-cinefilo , tra immagini simboliche (il ragno), subliminali (un pene eretto) e religiose (una mano inchiodata). Il sogno (cinema) diventa un messaggio dell'Inconscio (di Bergman). L’evoluzione visiva diventa ipnotica att...

Au hasard Balthazar - Capolavoro

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Francia, anni ’50. Nella campagna ai piedi dei Pirenei, due bambini, Jacques e Marie, si legano in un'infantile "promessa d'amore" dinanzi al loro animale “domestico”: l’asino Balthazar. Diventata adolescente, la ragazza subisce le vessazioni del teppista Gèrard * , lo sfortunato somaro viene venduto, e passando da un proprietario all’altro subisce le peggiori angherie. Il destino del ciuco, purtroppo, correrà parallelo a quello della giovane, in un legame simbiotico ben simboleggiato nella scena in cui Marie accarezza e bacia l’animale.   ‘Au hasard Balthazar’ è un gioco di parole che si può liberamente tradurre con ‘Alla deriva Balthazar’. La pellicola è girata dal regista francese Robert Bresson in un bianco e nero suggestivo ed espressivo, che in ogni scena emana poesia. E’ un racconto che procede per elissi, frammentando azioni e razionalità di un’umanità allo sbando. Qualsiasi vezzo stilistico viene annullato, in favore di una ferma e ascetica ricerca di ...

Tempo di divertimento - Play Time - Capolavoro

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Film francese diretto da Jacques Tati e ambientato in una Parigi del futuro dominata dal caos tecnologico. Trama : Un gruppo di stranieri arriva in un’ultramoderna Ville Lumière, poco caratteristica e molto internazionale, nella quale incontrano gli abitanti, e dove si muove, confuso e sbigottito, il personaggio più noto interpretato dal regista: monsieur Hulot . Tutti i protagonisti però, si ritrovano ben presto in un’azienda che in realtà è una prigione di vetro in cui la trasparenza è solo un’illusione... L’architettura di questo mondo, inoltre, abbatte i confini tra privato e pubblico, interiore ed esteriore e vira verso un’impersonale standardizzazione che rischia di uccidere l’identità. Il regista ci mostra, infatti, degli esseri umani che si muovono come automi, ripetono gesti meccanici e sono ormai condannati a uniformarsi. Prima che l’umanità rimanga bloccata in una rotonda-giostra, Tati ci aiuta a comprendere meglio quella meravigliosa creatura che è l’uomo; come d...

Come le foglie al vento - Capolavoro

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Pietra miliare del genere melò, e vero e proprio classico del Cinema . Girato nel 1956 da Douglas Sirk , è considerato, a ragione, il suo capolavoro e una delle più camp guilty pleasure per cinefili. La storia racconta un “quadrato amoroso”, tra un milionario alcolista (Robert Stack), la sua segretaria (Lauren Bacall), il suo migliore amico (Rock Hudson), e sua sorella ninfomane (Dorothy Malone). Con questo film si gettano le basi di quelle che diverranno le più note soap da prima serata della TV: “ Dallas ” e “ Dynasty ”, che non cogliendone l’aspetto parodistico, ne riproporranno intrighi, situazioni e life-style. La pellicola possiede tutti i carichi e confettati colori di una tipica produzione in studio dell’Hollywood anni ’50. Interni ed esterni appaiono (volutamente) finti, tra falsi scenari (le sponde del fiume) e sfondi dipinti (Miami), si celebra l’antitesi del realismo.

I 10 film più belli ANNI '70 - Classifiche

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Dopo i 10 film più belli ANNI ’ 80 , '90 e '00 , e a grande richiesta, ho deciso di stilare la mia classifica dei migliori degli anni ’ 70 . Un decennio cinematograficamente ricchissimo, basti pensare alla produzione statunitense....anni di grandi cambiamenti sociali, politici e di costume che inevitabilmente hanno influenzato, amio avviso, in positivo, la Settima Arte. Spero questa TOP 10 sia l'occasione ideale per rivedere grandi capolavori e scoprirne di nuovi. Buona lettura.

Apocalypse Now - Capolavoro

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Siamo a Saigon nel 1969, e al tenente Willard (Martin Sheen), già provato da precedenti azioni militari, è assegnato il compito di ritrovare e uccidere il colonnello Walter E. Kurtz ( Marlon Brando ), disperso nella foresta cambogiana. L’ex ufficiale è impazzito, e trasmette via radio, dalla giungla, messaggi deliranti; ha inoltre messo in piedi una sua truppa, composta sia da nativi che soldati. Storia ispirata, molto liberamente, da "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad, pubblicato nel 1902, che viene qui trasgredito a favore di una visione moderna e personale, dal grande John Milius. Impresa monumentale compiuta da Francis Ford Coppola nel 1979 , che si avventura in uno sforzo produttivo autolesionista – dall’enorme budget – che lo trascina in un limbo depressivo-distruttivo, al pari dei suoi protagonisti. Da questo film in poi, il regista italo-americano non sarà più lo stesso, e nemmeno il valore delle sue pellicole; come se tutta l’indomita creatività e il g...

Barry Lyndon - Capolavoro

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Film del 1975 diretto da Stanley Kubrick , e tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray, “Le memorie di Barry Lyndon”. E’ un’opera ambiziosa, ma non poteva essere altrimenti, visto che porta la firma di uno degli artisti più innovativi e provocatori del Novecento . Il regista americano (naturalizzato inglese) adotta come cifra stilistica i canoni pittorici del secolo che racconta, questo giustifica i continui zoom, che partendo dai suoi protagonisti, ci svelano l’intero contesto paesaggistico in cui si svolge l’azione. Eppure, nonostante la pellicola sia ambientata in un Settecento mai così credibile, rimane un film ancor oggi moderno, sia per le allora avanguardiste tecniche di ripresa, che per il messaggio. Kubrick, per raggiungere un verosimile realismo volle che fosse usata esclusivamente luce naturale , e per gli interni, solo le ormai note candele. SK, e il suo famigerato perfezionismo, pretesero che fosse adattato alla camera, per avere un formato che già all’epoca de...

Il padrino parte II - Capolavoro

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Film del 1974 diretto da Francis Ford Coppola , e seguito del grande successo di critica e pubblico del primo capitolo. Opera che, secondo molti, supera il predecessore; di sicuro uno dei più grandi film del cinema americano e il miglior sequel della storia del cinema. Vincitore di 6 premi Oscar , tra cui Film, Regia e Attore non protagonista a Robert DeNiro , che diventa l’unico ad aver conquistato un Academy Award interpretando lo stesso ruolo che aveva già portato a una vittoria. Due le elissi narrative: inizio Novecento, dalla Sicilia a New York, la genesi del gangster Vito Corleone (DeNiro). 1958: tra Nevada, Miami e Cuba la fame di potere divora il neo patriarca Michael ( Al Pacino ) e la sua famiglia. Il linguaggio virtuoso e la propulsione creativa di regia e sceneggiatura, danno corpo a un confronto epico e temporale tra padre e figlio, che possiede il pomposo e rigoglioso impianto stilistico di un potente e monumentale romanzo. Un’opera d’arte che ha il vigore evocati...

Il padrino - Capolavoro

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Pellicola del 1972 diretta da Francis Ford Coppola , e tratta dall’omonimo best-seller letterario scritto da Mario Puzo. Il film, ambientato a New York tra gli anni ’40 e ’50, racconta la storia di una “famiglia” d’immigrati italiani, e non è un caso che parole quali Mafia o Cosa Nostra, ne “Il padrino”, non siano mai pronunciate. Il patriarca è Vito Corleone ( Marlon Brando ), per gli amici Don…che è a capo di una delle cinque organizzazioni malavitose italo-americane, che gestiscono prostituzione, gioco d’azzardo e spaccio di alcolici. Sul mercato arriva anche la droga, che però scatenerà una guerra tra i boss del racket, in cui saranno coinvolti anche i figli di Corleone: il giovane e timido Michael ( Al   Pacino ), l’irruento Sonny (James Caan), il “consigliere” Tom (Robert Duvall), il fragile Fredo (John Cazale) e la sfortunata Connie (Talia Shire, sorella del regista). Tanti personaggi e una trama complessa, eppure con ottime caratterizzazioni e snodi narrativi fluidi...

Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce 1080 Bruxelles - Capolavoro

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Film francese del 1975 , sperimentale e femminista, scritto e diretto dalla regista belga Chantal Akerman . In 3 ore e 21 minuti (!), l’artista mette in scena, con sofisticato rigore formale,   l’epica del quotidiano tra le quattro mura di casa. La protagonista (Delphine Seyrig) è una donna vedova che è anche madre, casalinga e prostituta . Tre giorni, in cui il ritmo della vita scorre lento ma implacabile, tra patate da pelare, figli da sfamare e uomini da soddisfare. L’immersione dello spettatore è totale, e quella che sembra essere un’ipnotica maratona visiva diventa un’impressionante ed estrema esperienza cinematografica. Il pubblico è costretto a guardare l’inesorabile progressione di un’esistenza noiosa e senza speranza, la cui disciplinata routine, scandita da rumori e gesti meccanici, disegna in maniera mirabile il ritratto di una repressione femminile che porta a una graduale distruzione emotiva.

Lo specchio - Capolavoro

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Capolavoro del 1974, diretto dal regista russo Andrej Tarkovskij . Storia : Aleksei, sul letto di morte, ricorda la sua vita passata, rievocando due momenti speculari : la propria infanzia con madre e sorella, dopo che il padre era andato in guerra, e se stesso adulto, che si è separato dalla moglie e dal figlio. Film ermetico e autobiografico, che ha il potere di creare una visione soggettiva , evocando significati profondi. Il regista sfida la percezione cinematografica, con una narrazione sospesa tra sogno e realtà, priva di linearità temporale e unità spaziale. Addirittura alcuni personaggi diversi sono interpretati dagli stessi attori (!); ma non si tratta di un vezzo. L’attrice Margarita Terekhova incarna sia la moglie sia la madre, per evidenziare il forte complesso edipico, e il medesimo bambino impersona l’autore e suo figlio, per porre l’accento sulla simmetria situazionale. Un cinema poetico, ma anche idealista e filosofico, che mescola ricordi privati, eventi stori...